Patentino per imparare a usare Internet, esame di educazione civica per 350 ragazzi delle medie

UDINE. Un vero e proprio “pezzo di carta”, un patentino fisico per provare le proprie competenze: questo il premio che attende i 350 ragazzi delle dieci scuole medie della Regione al termine del percorso di formazione per un utilizzo consapevole dello smartphone pensato dall’associazione Media, educazione e comunità (Mec).

Il percorso ha preso il via venerdì 9 febbraio con una conferenza stampa inaugurale, in corrispondenza con la giornata internazionale per la sicurezza su Internet (il Safer Internet day), e troverà spazio all’interno della proposta di educazione civica delle scuole aderenti. Il progetto del patentino dello smartphone quest’anno è offerto in forma di una sperimentazione pilota, che sarà allargata nel prossimo anno scolastico ad altre scuole della regione che ne faranno domanda.
Il percorso didattico, co-finanziato da Regione e Fondazione Friuli, trova ispirazione nella patente di guida, in quanto al suo termine i ragazzi sapranno destreggiarsi su «un terreno che offre potenzialità ma presenta anche rischi», come sottolinea Giacomo Trevisan, presidente dell’associazione.
Un mezzo che, però, i giovani neopatentati, non useranno in completa autonomia. A testimonianza del ruolo fondamentale dei genitori, che saranno coinvolti in maniera attiva nel percorso, sul patentino ci sarà uno spazio dedicato per la firma del genitore: «Più che di un patentino si tratta di un foglio rosa. Il patentino non sarà rilasciato senza una partecipazione attiva dei genitori», spiega Trevisan. Il documento è infatti pensato per una fascia d’età (11-14 anni) in cui il genitore è responsabile per le azioni dei figli.
Ai genitori sarà chiesta la partecipazione ad almeno due ore di formazione (che saranno fruibili anche in maniera flessibile, per consentire la partecipazione di tutti), al termine della quale dovranno completare un breve questionario per dimostrare di aver assorbito le nozioni fondamentali presentate.
Anche i ragazzi saranno valutati: per il rilascio del patentino dovranno superare un quiz finale. A chi è preoccupato che il patentino sia offerto a ragazzi troppo giovani Trevisan risponde: «La fascia d’accesso principale agli smartphone è proprio tra gli 11 e i 12 anni. Su questa è prioritario agire. Anche se i ragazzi non dovessero avere uno smartphone personale, usano già il cellulare degli altri». Alla conferenza stampa inaugurale è intervenuto anche Mauro Cristoforetti, referente nazionale della piattaforma “Generazioni Connesse” del ministero dell’Istruzione e tra i principali esperti sull’educazione all’uso sicuro della rete in Italia.
«Le barriere tra vita digitale e vita reale ormai sono cadute. Bisogna garantire ai ragazzi gli strumenti per usare la rete in maniera consapevole, non se ne può impedire l’accesso ai nativi digitali, che vivono ormai una dimensione “on-life”», ha affermato, usando il conio di Luciano Floridi, professore di etica digitale a Oxford, che descrive l’interconnessione tra vita reale e digitale. In apertura, il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, ha espresso la sua soddisfazione per la collaborazione con l’associazione: «Siamo ormai al quarto anno di lavoro assieme, abbiamo raggiunto risultati importanti, che siamo riusciti a realizzare grazie alla straordinaria sinergia operativa che abbiamo con la Regione. È un moltiplicatore di risorse che ci consente di raggiungere traguardi più ampi», ha affermato.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








