Passeggiate e cinema all’aperto l’alternativa alle feste di paese

Le misure di sicurezza diventano improponibili in molti contesti: davvero complicato riuscire a garantire il distanziamento sociale in una sagra che di per sé è un evento socializzante

UDINE. «Finora l’unica sagra che ha manifestato l’intenzione di provare a riproporre anche nell’era Covid l’ormai tradizionale Festival di Majano è la Pro loco Majano». Il presidente della Pro loro regionale, Valter Pezzarini, lo ricorda con soddisfazione proprio perché lo ritiene un segno di ripresa importante.

Pezzarini sintetizza il messaggio ricevuto dagli organizzatori di Majano: «Dopo settimane di grande incertezza e alla luce degli ultimi sviluppi in termini di misure di contenimento del coronavirus, la Pro Majano annuncia con grande gioia che la rassegna di musica, gastronomia e cultura, da oltre mezzo secolo punto di riferimento delle estati del Nordest, avrà luogo dal 24 luglio al 16 agosto. Tutti gli appuntamenti saranno pianificati garantendo la sicurezza, in ottemperanza alle attuali disposizioni governative».

Altri esempi non mancano. Il prossimo fine settimana (20 e 21 e 27 e 28 giugno) ci proverà, con una formula mista, anche la Pro loco di Forni di Sopra decisa a riproporre la Festa delle erbe con il mercatino, escursioni e laboratori organizzatori. Cibo e bevande, invece, saranno serviti solo nei ristoranti del luogo. Anche questa è una forma di sinergia indispensabile per rilanciare il turismo.

Altre Pro loco si stanno organizzando con il cinema all’aperto, tra queste non manca quella di Casarsa, mentre la Pro loco Nediške Doline - Valli del Natisone, in alternativa ai modelli tradizionali, ogni fine settimana, propone trekking e passeggiate per piccoli gruppi di escursionisti.

L’auspicio è che in molti seguano questa linea anche se i vincoli non sono pochi soprattutto per i volontari che si prestano a garantire gli eventi alla comunità. Non va dimenticato, infatti, che se le feste di paese non garantiranno le misure anti Covid a rispondere legalmente saranno proprio i volontari.

Le misure di sicurezza diventano improponibili in molti contesti. Gli organizzatori delle sagre non le contestano, sono consapevoli che vanno applicate per garantire la salute pubblica, ma detto questo risulta davvero complicato riuscire a garantire il distanziamento sociale in una sagra che di per sé è un evento socializzante.

Se prevedere ingressi separati può risultare possibile, diventa complicato favorire i pagamenti elettronici e le prenotazioni. Allo stesso modo diventa impensabile riuscire a compilare il registro delle presenze anche se il documento è importante per ricostruire i contatti di eventuali contagiati. —

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