Iniziata la rimozione dell’ultraleggero precipitato a Pasiano: «Operazione complessa»
Fondamentale per procedere all’esame del relitto è preservarne l’integrità: per questo i pompieri hanno provveduto anzitutto a liberare quanto più possibile la vegetazione

Sono ancora in corso da lunedì mattina le operazioni di rimozione dell’aereo ultraleggero che lo scorso 7 agosto si è schiantato contro un pino nel parco di Villa Luppis a Pasiano. Al termine delle procedure, iniziate alle 8, che stanno richiedendo tempi lunghi, il velivolo, di fabbrica Fly Synthesis modello Texan, verrà preso in consegna dal soccorso stradale per portarlo in un deposito giudiziario, dove sarà possibile custodirlo nella maniera migliore possibile.
Lunedì mattina le attività nell’area sotto sequestro sono iniziate intorno alle 8 dopo il conferimento dell’incarico. La Procura si è affidata a un esperto dell’aviazione, Carlo Landi, generale in pensione. Con lui anche il collaboratore Andrea Volpato, meccanico specializzato su velivoli ultraleggeri. Ha partecipato anche il consulente di parte, Diego Rodaro, nominato dalla difesa dell’indagato, rappresentata dagli avvocati Jessica Canton e Sara Pezzuti.
Ad assistere alle operazioni anche Gabriele Modanese, il pilota che quella sera si trovava ai comandi del velivolo. Accanto a lui la figlia Serena. Della famiglia di Sergio Campaner, presente il nipote Mauro.
Sono operazioni lunghe e complesse dal momento che la pancia dell’aeromobile è avvinghiata al tronco dell’albero. È in quel punto preciso che quella sera il velivolo è rimasto incagliato senza più muoversi. Un equilibrio, precario a prima vista, ma saldo abbastanza da resistere per dieci giorni aggrappato alla pianta e rendere più faticose del previsto le attività per la rimozione. I vigili del fuoco sono presenti con diverse squadre.
Fondamentale per procedere all’esame del relitto è preservarne l’integrità. Per questo i pompieri hanno provveduto anzitutto a liberare quanto più possibile la vegetazione prossima all’area circostante il pino. Per ore si è sentito solo il rumore delle motoseghe e il brusio generale dei consulenti che monitoravano attentamente l’evolversi dei lavori.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









