Accordo sul piano della sosta a Udine: tre abbonamenti, più stalli blu e ticket in aumento
Positivo il vertice di maggioranza. L’obiettivo del centrosinistra è partire a gennaio dopo i confronti con le categorie. De Toni: «Linee guida condivise da tutti»

Pollice alto, anzi doppio pollice mutuando una delle pose classiche tenute dal sindaco quando vuole esprimere soddisfazione, al termine del vertice di maggioranza che si è tenuto ieri pomeriggio sul piano della sosta. Un incontro – il settimo della cosiddetta cabina di regia – necessario per arrivare a quel punto di sintesi tra esigenze diverse (specialmente sull’asse Spazio Udine-Pd) e che, stando al primo cittadino, è stato finalmente raggiunto.
«È un risultato importante perché siamo riusciti a superare le differenze di vedute iniziali e a raggiungere un accordo unanime sulle linee guida che dovranno definire il nuovo assetto della mobilità e della sosta in città – sostiene infatti Alberto Felice De Toni –. Le singole componenti della maggioranza hanno condiviso il punto di equilibrio che ho proposto e che ho fortemente voluto perseguire nella convinzione che su un tema così complesso fosse necessario trovare una sintesi capace di tenere realmente assieme esigenze diverse, per quanto, tutte legittime».
L’obiettivo di fondo, sia come sia, era e resta uno, almeno dal punto di vista del centrosinistra, e cioè aumentare le rotazioni delle auto nel cuore del capoluogo friulano. «È necessario rendere più accessibili gli stalli per favorire una maggiore vitalità del centro storico e delle attività economiche – continua il sindaco –. Allo stesso tempo, però, vogliamo tutelare i residenti e garantire risposte concrete ai pendolari, che ogni giorno raggiungono Udine per lavorare, studiare e utilizzare i servizi della città».
Quanto alle linee guida – o meglio «direttrici» citando le parole di De Toni – l’intesa prevede una serie di punti nevralgici. «Cominceremo con la riformulazione delle fasce della sosta – sostiene – passando per una distribuzione più equilibrata dei posti auto e per l’applicazione di un pacchetto di formule e agevolazioni specifiche per residenti e pendolari. Allo stesso tempo, procederemo pure a una revisione delle condizioni per le soste lungo e, aspetto per noi fondamentale, il rafforzamento delle possibilità di raggiungere il centro storico con il trasporto pubblico».
Ora, se quest’ultimo punto deve necessariamente passare attraverso una trattativa da concludere con la Regione – considerato come la potestà in materia di organizzazione delle linee di autobus e corriere non è certamente del Comune –, sul resto del piano della sosta si può già entrare in alcuni dettagli specifici. Oltre alle interlocuzioni avviate con l’assessorato ai Trasporti, infatti, il centrosinistra ha prima di tutto deciso di ridurre da quattro a tre le fasce per i ticket, La principale, quella per capirci che attualmente è fissata a 1,50 euro all’ora, verrà senza dubbio rimodulata verso l’alto – proprio con l’obiettivo di aumentare le rotazioni nelle zone più centrali della città –, mentre il destino delle altre due è stato demandato a un confronto tra i rappresentanti dei partiti, con ogni probabilità i capigruppo.
Attenzione, poi, agli abbonamenti riservati ai parcheggi a raso. Rispetto alla situazione attuale, il Comune punta a tra fasce mensili: 40, 30 e 20 euro. Sarà il cittadino a scegliere in quali zone potrà parcheggiare e in parallelo gli verrà applicato il relativo costo decrescente dal centro storico (40 euro) alla periferia (20). Un discorso a parte, inoltre, meritano le strisce bianche, quelle gratuite. Una parte, e non tutte come auspicava Spazio Udine, verrà trasformata in stalli a pagamento, ma questi, cercando di venire incontro alle esigenze dei pendolari, andranno incontro a una tariffa giornaliera a forfait, come avviene nella zona del Teatrone.
«Dopo sette riunioni abbiamo costruito una sintesi condivisa mettendo al centro l’interesse complessivo della città – ha concluso De Toni –. Adesso il lavoro proseguirà con la definizione puntuale degli aspetti tecnici. Subito dopo apriremo il confronto con le categorie economiche e i cittadini, per ascoltare osservazioni e contributi e presentare un piano equilibrato e concretamente applicabile a partire dal nuovo anno».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









