Palmanova al Demanio: dateci i bastioni

Il Comune chiede la proprietà delle mura a titolo gratuito. Martines: solo così potremmo avviarne il reale recupero.

PALMANOVA. Non solo la concessione in uso. Il Comune di Palmanova chiederà al Demanio anche la proprietà dei bastioni. Se ne è parlato lunedì, in occasione della visita nella città stellata dei dirigenti romani dell'Agenzia del Demanio, accompagnati da un responsabile della struttura regionale. Per il Comune lo scopo è quello di cercare di ottenere la proprietà della cinta bastionata, a titolo gratuito, seguendo un percorso simile a quello intrapreso dal Comune di Udine per l'acquisizione del Castello, avviando cioè un procedimento presso la commissione paritetica Stato–Regioni. Spiega il sindaco Francesco Martines: «Si intende superare l'attuale gestione dell'area che prevede il rinnovo periodico di una convenzione, tra Comune e Demanio, con cui quest'ultimo concede l'utilizzo dei bastioni a fronte di un canone annuale a carico dell'amministrazione comunale».

Detenendo la proprietà dei bastioni o, quanto meno, usufruendo di una convenzione di lunga durata, il Comune potrebbe anche avviare con maggiore facilità una progettazione a lungo termine per la valorizzazione e riqualificazione dei bastioni. «Solo così –spiega ancora il primo cittadino- potremo calamitare l'interesse dei privati a partecipare a progetti di riqualificazione che consentano un utilizzo del bene con attività compatibili con la bellezza dell'area e nel rispetto dell'integrità dei bastioni».

L’iter partirà entro fine anno e richiederà almeno un anno e mezzo per giungere a compimento. Intanto il primo cittadino, assieme agli assessori Luca Piani e Massimo Agnese, ha richiesto lunedì all’agenzia del Demanio, il rinnovo della convenzione di utilizzo. Rassicura inoltre Martines: «Nel frattempo, anche nelle more del rinnovo della convenzione, il Demanio ha confermato che non vi sono pregiudizi all'utilizzo della cinta bastionata da parte delle associazioni locali».

Resta ancora da sciogliere la parte della convenzione che prevede per il Comune, oltre ai costi di manutenzione ordinaria e straordinaria, l'onere di farsi carico di tutte le responsabilità penali per incidenti che possano capitare alle persone in quell’area di quasi un milione di metri quadrati. «Ci sembra un onere eccessivo da sostenere – afferma Martines – a fronte della sola possibilità di utilizzo dell'area da parte nostra o delle associazioni che svolgono attività patrocinate dal Comune. Per questo quindi puntiamo ad ottenere la proprietà dei bastioni, che ci consentirebbe di avviare un reale processo di recupero della cinta».

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