Ottomila alpini friulani in marcia verso Piacenza

UDINE. Ben ottomila friulani “in marcia” verso Piacenza con Tricolori appesi alle auto, ai furgoni e ai pullman e manifesti della 86a Adunata degli alpini stampati sui lunotti. Il grande esodo è scattato ieri, ma alcune penne nere avevano preso il giro largo, anticipando la partenza.
Salame & Co. Ieri il casello di Udine sud ha visto passare oltre una ventina di pullman, carichi di alpini. Chi portava il sacco a pelo, chi la brandina, il pentolame, ma soprattutto damigiane e salami. I primi sono finiti sul tagliere già nelle aree di servizio lungo l’autostrada, dove di fianco ai pullman sono spuntati i tavolini e si è cominciato ad affettare.
I numeri. Per tutti, l’ammassamento è fissato alle 8 di domani sulla strada Farnesiana, da dove le penne nere cominceranno a sfilare, se tutto va bene, verso le 11.30 nell’ambito del IV settore. Le sezioni della provincia di Udine faranno marciare quasi 4 mila uomini, sotto l’egida di 230 gagliardetti, ma si trascineranno appresso almeno altrettante persone fra familiari e simpatizzanti decisi ad assistere all’adunata, pur senza sfilare.
Tempo di abbracci. Le penne nere udinesi sono partite alla spicciolata. Qualcuno ha caricato gli amici sul furgone ed è partito giovedì, altri hanno puntato su una più ampia comitiva e sono saliti in pullman, una ventina quelli in partenza fra ieri e oggi da Udine. E c’è chi ha scelto il camper per ritagliarsi una piccola vacanza.
«Per molti – testimonia il presidente della sezione di Udine Dante Soravito de Franceschi – è un’occasione per riabbracciare vecchi commilitoni o incontrare compagni d’armi appena incrociati nel periodo di leva». E allora quel girovagare per le strade scrutando le pieghe del tempo scolpite sui volti si colora di abbracci e di pacche sulle spalle. Udine si scinderà in tre gruppi, introdotti rispettivamente dagli ex musicisti della Fanfara della Julia, quindi quella sezionale di Vergnacco e la banda dello Stella di Rivignano.
“Mai daur”. Quella di Gemona è la sezione più piccola. «Ma vantiamo la tradizione di un glorioso battaglione – sottolinea il presidente Ivano Benvenuti – e due anni fa abbiamo programmato il nostro primo raduno, ora inserito nel calendario nazionale delle manifestazioni la seconda domenica di aprile, inaugurando lo striscione “mai daur” che porteremo a Piacenza.
Dietro a quello striscione e al vessillo sezionale sfileranno in 400. Assieme a loro il coro e la banda alpina di Gemona. Ieri mattina sono partiti due pullman approdati a Salsomaggiore per una sosta concerto, una tappa sulla rotta per Piacenza.
Passaggio di consegne. Quest’anno le insegne della Julia saranno in mano al gruppo di Azzida e di fianco al presidente della sezione di Cividale Pierluigi Parpinel, che con i suoi 46 anni è il più giovane presidente di sezione in regione (20 anni fa fece il corso ufficiali ad Aosta), ci sarà l’ex capogruppo Guido Specogna, 82 anni, incaricato di portare il vessillo sezionale.
E fra le divise storiche della seconda guerra mondiale del plotone “puniti” con Guido Aviani, Ilario Merlin e Paolo Cedarmaz e lo striscione che proclama “Onestà e solidarietà, la forza per una nuova società” sfilerà anche Mario Crast, il vicepresidente della sezione, non vedente, che sarà accompagnato dalla moglie Antonietta.
Gemellati. Palmanova si è mossa ieri con 9 pullman. «Contiamo di far sfilare circa 700 persone – annuncia il presidente della sezione Luigi Ronutti – con il coro e la fanfara sezionale ci esibiremo nella chiesa di San Giorgio assieme al coro di Latina e in piazza Duomo.
Con Piacenza esiste un gemellaggio da quando insieme abbiamo realizzato la targa al cimitero delle “penne mozze” a Vittorio Veneto» aggiunge. Per la sezione carnica, infine, spiega il presidente Umberto Taboga, ci sarà mezzo migliaio di sfilanti e almeno il doppio di familiari e simpatizzanti. A scortarli sarà il Corpo bandistico Val di Gorto di Ovaro.
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