«Opinioni raffazzonate e prive di logica»

È tempo di smetterla di puntare i fucili contro la caccia e i cacciatori. Si può essere sicuramente contrari alla caccia, così come si può essere animalisti. Ma in politica non bastano le belle...

È tempo di smetterla di puntare i fucili contro la caccia e i cacciatori. Si può essere sicuramente contrari alla caccia, così come si può essere animalisti. Ma in politica non bastano le belle parole, sono i numeri che contano. E a quanto pare i paladini degli animalisti udinesi non li hanno, proprio perché continuano a dipingere pretestuosamente ed erroneamente i cacciatori come delinquenti. È palese che un percorso farcito di errori non è servito né al Wwf di Pizzutti, né alla Lac di Sperotto, i quali, a questo punto, farebbero meglio a desistere dallo sparare a vanvera. Spiace constatare che “persone tanto stimate” esprimano opinioni così raffazzonate e prive di una logica apparente. Le affermazioni che hanno preteso di portare a sostegno delle loro tesi paiono, invece, improntate unicamente all’odio per la categoria dei cacciatori piuttosto che basarsi su dati oggettivi, soprattutto nel contesto delle leggi che regolano l’attività venatoria. Ed è sicuramente vergognoso che per sostenere le pretese ragioni contro la caccia, il consigliere 5 stelle Massimo Deganutti abbia strumentalizzato un omicidio.

Rispondendo, invece, ad analoghe provocazioni da parte degli ambientalisti ho già ampiamente dimostrato in passato, numeri alla mano, che l’attività venatoria è dieci volte meno pericolosa di tutte le altre attività umane, per cui sarebbe un inutile ripetermi, anche perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Voglio invece soffermarmi sul fatto che, a detta di Pizzutti, i cacciatori si ostinerebbero a cacciare specie in via di estinzione, come coturnici, galli forcelli e allodole, «opponendosi a ogni richiesta volta a una maggiore tutela di questi animali». Sicuramente Pizzutti non è a conoscenza che i calendari venatori si attengono scrupolozamente alle classificazioni dell’Iucn - Unione mondiale per la conservazione della natura - sulla conservazione delle specie a livello mondiale e locale. I cacciatori, occorre ribadirlo, non possono «ostinarsi» (come afferma Pizzutti) a cacciare animali in pericolo di estinzione, perché su questi si attivano automaticamente programmi di tutela, come previsto dalle norme europee, che limitano carnieri e periodi cacciabili. Se così non fosse, il Wwf è libero di presentare ricorso al Tar, sicuro di vincerlo, senza sollevare inutili polveroni come invece sta facendo. Ma soprattutto cominciando a pagare di tasca propria.

Sandro Levan

consigliere nazionale

Libera caccia

e presidente regionale

Pro segugio FVG

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