Operata, resta invalida a vita Risarcita con 396 mila euro

Si era sottoposta a un intervento chirurgico programmato e, a causa di un errore, era stata costretta a utilizzare il catetere per tutta la vita. Una donna poco più che quarantenne, residente in provincia, aveva intentato una causa civile all’Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli di Pordenone, chiedendo un risarcimento dei danni pari a 804 mila euro. Il processo si è concluso proprio in questi giorni e il giudice civile del tribunale di Pordenone – dopo avere preso atto della perizia che riconosce il danno biologico con personalizzazione e non mette in discussione l’errore – ha disposto un risarcimento alla paziente di 396 mila euro. La sentenza non è ancora esecutiva.
L’intervento chirurgico risale al 2010. Avrebbe dovuto essere quasi di routine. In realtà, secondo la denuncia dell’epoca, la paziente «avrebbe subito danni derivanti dall’erronea prestazione sanitaria per tutta la vita», dovendo portare per sempre un catetere. La donna si era costituita con l’avvocato Benedetta Cojazzi, chiedendo i danni anche a nome del marito e della famiglia per il disagio col quale da allora è costretta a vivere. Un accertamento tecnico preventivo aveva stabilito una invalidità del 30 per cento e riconosciuto l’errore. Nonostante il grave problema, la donna ha ripreso a lavorare, sebbene con comprensibili disagi.
Era stata avviata una trattativa, con la proposta dell’ospedale, rappresentato dall’avvocato Anna Baldo, di un risarcimento pari a 200 mila euro, visto che la giurisprudenza, in questi casi, non riconosce i danni ai congiunti. La famiglia, invece, chiedeva oltre 800 mila euro. L’accordo non era stato raggiunto e la parola è passata al giudice. Il quale ha quantificato il ristoro in 396 mila euro. L’onere economico connesso alla causa sarà a carico del fondo regionale relativo alla responsabilità civile fino a un importo di 500 mila euro. Per le richieste superiori, di norma risponde l’assicurazione. Il giudice ha riconosciuto il danno biologico con la personalizzazione, ma non quello lavorativo. La liquidazione avverrà una volta che la sentenza diverrà esecutiva.
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