Omicidio Tulissi, Calligaris chiederà il rito abbreviato: la Procura analizza le prove della difesa

UDINE. Richiederà l’ammissione al rito abbreviato, Paolo Calligaris, l’imprenditore friulano di 49 anni accusato di omicidio volontario per la morte della fidanzata Tatiana Tulissi, uccisa l’11 novembre 2008 nella villa di Manzano, dove la coppia abitava. È quanto emerso martedì, 26 febbraio, a margine della prima udienza preliminare celebrata davanti al gup del tribunale di Udine, Andrea Odoardo Comez, che sarà chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura nei confronti di Calligaris.
La posizione dell’imprenditore, come si ricorderà, era stata già oggetto di un’archiviazione per carenza di prove nel 2012. Tre anni di indagini alacri, di sopralluoghi, perizie e interrogatori hanno convinto la magistratura friulana a richiedere un nuovo rinvio a giudizio sul quale il mese prossimo si esprimerà il tribunale. Il collegio difensivo che tutela gli interessi di Calligaris (composto dagli avvocati Alessandro Gamberini, Rino Battocletti e Cristina Salon) ha annunciato la volontà di richiedere il rito abbreviato, che garantisce lo sconto fino a un terzo della pena in caso di condanna.
«Siamo convinti che non esistano gli estremi per il rinvio a giudizio e che gli elementi forniti dalla nostra indagine difensiva siano sufficienti ad arrivare a un’assoluzione con formula piena del nostro assistito», spiega l’avvocato Battocletti. I difensori di Calligaris hanno depositato un’articolata relazione contenente i risultati dell’indagine difensiva svolta in questi mesi. Un faldone che il pm titolare dell’inchiesta, Marco Panzeri, ha chiesto di poter esaminare minuziosamente. Il gup ha così deciso per il rinvio al 18 marzo: l’udienza sarà con tutta probabilità ancora interlocutoria.
«Il rinvio – ha commentato il procuratore capo Antonio De Nicolo – è necessario a valutare la congruenza della documentazione presentata dalla difesa e per permetterci eventualmente di disporre ulteriori accertamenti».
«Siamo consapevoli di trovarci davanti a un procedimento indiziario – aveva affermato dopo la trasmissione in tribunale della richiesta di rinvio a giudizio lo stesso De Nicolo –. Ma sono tante le cose che non tornano, a cominciare dalla tempistica e dai comportamenti che l’indagato afferma di aver tenuto».
Nel corso dell’udienza, durata complessivamente una manciata di minuti, il gup ha accolto la richiesta della famiglia Tulissi di costituirsi parte civile nel procedimento. L’istanza è stata presentata a nome di Mary Conchione, Marza Tulissi e Marco Tulissi, dall’avvocato Laura Luzzatto Guerrini.
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