Oltre 13.300 firme contro le centraline in tre torrenti

verzegnis
I torrenti Arzino, Alberone e Resia devono essere esclusi da qualsiasi ipotesi di sfruttamento idroelettrico. Tre petizioni a favore dell’integrità ambientale di questi corsi d’acqua – che hanno raccolto in tutto oltre 13.300 firme – sono state presentate ieri in Consiglio regionale con l’obiettivo anche di promuovere una riflessione sulla necessità di tutelare il complesso reticolo orografico del Fvg, considerato sotto attacco di grandi imprese idroelettriche.
A favore dell’integrità ambientale del torrente Arzino sono state raccolte 7.951 firme e il primo firmatario Simone Zavagno ha sintetizzato le richieste rivolte alla Regione: negare l’autorizzazione alla costruzione di centraline idroelettriche per il suo pregio ambientale, darebbe finalmente seguito a quanto afferma la legge 16/2002 in base alla quale i bacini idrografici sono ecosistemi unitari e le acque e il suolo costituiscono una fondamentale risorsa da utilizzare secondo principi di razionalità e solidarietà nella tutela delle aspettative e dei diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
La raccolta di 1.151 firme – prima quella del diciottenne Aran Cosentino – a sostegno della petizione per l’integrità del torrente Alberone, è partita dal Comitato “Amici del Torrente Alberone” e, nel 2018, ha portato alla bocciatura definitiva di una centralina idroelettrica non sostenibile dopo una battaglia durata due anni. Sono 4.199 le firme raccolte per l’integrità ambientale del torrente Resia, che attraversa l’omonima valle nel Parco naturale delle Prealpi Giulie, caratterizzato da una straordinaria biodiversità. Con la petizione, con prima firmataria Anna Micelli, si chiede alla Regione di valutare l’incompatibilità ambientale e paesaggistica dei diversi progetti, tenendo in considerazione le specificità della Val Resia. Le tre petizioni saranno ora assegnate alla IV Commissione consiliare per lo svolgimento del consueto iter. —
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