Nuovi centri commerciali autorizzati a Pordenone

A Borgomeduna e in viale Treviso. Lungo via Udine prevista una rotonda. L’assessore: il prg vigente consente altre aperture. Marchiori: siano cancellate

PORDENONE. La crisi ha anestetizzato i consumi, ma non ferma la richiesta di realizzare nuove aree commerciali di medie dimensioni in città. Aree che il Comune non può fermare perché rientrano in piani attuativi già considerati dal piano regolatore vigente e che costituiscono diritto acquisito per i proprietari, pena il pagamento di penali da parte dell’amministrazione.

E così se il nuovo piano regolatore «non contemplerà nuove aree commerciali» quello attuale è destinato a riservare altre sorprese. Il sospetto è che le linee restrittive annunciate dalla giunta sul nuovo piano spingano i titolari di “diritto acquisito” a farsi avanti indipendentemente dalla convenienza a costruire, per non perderlo.

Viale Treviso. Alla prossima apertura dell’ipermercato Visotto, si aggiunge l’approvazione in giunta di un nuovo piano attuativo (civico 46) presentato da privati (Tombacco, Martin, Mucignat) che prevede la costruzione di un nuovo fabbricato della superficie utile massima di mille 216 metri quadri con destinazione d’uso direzionale e commerciale per 390 metri quadri di superficie di vendita. Il lotto di proprietà ha una forma rettangolare con accesso da viale Treviso.

Sul lato retrostante l’ambito comprende anche una porzione di giardino di pertinenza dell’abitazione esistente, destinata a verde privato inedificabile. Il Pac prevede anche la realizzazione di 7 parcheggi di relazione su viale Treviso e 9 all’interno del lotto. Il costo complessivo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione è di 64 mila 582 euro.

Via Udine. Laddove sorge oggi un vecchio rudere, in via Udine, il piano approvato ieri prevede «la demolizione del fabbricato esistente e la realizzazione di un insediamento commerciale di media distribuzione composto da due edifici per una superficie di vendita complessiva di mille 498 metri quadri».

Uno con superficie di vendita di 999 metri quadri e il secondo (destinazione artigianale di servizio e commerciale) di 499 metri quadri. La superficie utile massima realizzabile dei due edifici è di 3 mila 860 metri quadri.

La proprietà (Cospedil srl) realizzerà su richiesta del Comune una rotatoria (in corrispondenza dell’attuale rudere) con l’obiettivo di rallentare la velocità dei mezzi che percorrono il viale urbano. Sempre a carico della proprietà anche le fognature e i parcheggi che, tra quelli di relazione e quelli stanziali, avranno una superficie di 5 mila 261 metri quadri.

Piani in sospeso. «Questi non sono gli unici piani attuativi riconosciuti dal piano regolatore in vigore – spiega l’assessore Toffolo -. Ce ne sono altri, anche per differenti tipologie urbanistiche (non comunque residenziali). I diritti acquisiti non possono essere tolti, diversamente saremmo chiamati a pagare i danni. I piani hanno comunque una loro durata». E nel caso degli ultimi approvati, il tempo concesso per realizzare i cantieri è di 10 anni.

Il futuro. Il nuovo piano regolatore «non contemplerà nuovi insediamenti commerciali» dice Toffolo. Ma nel frattempo? Costruire superfici «non è più conveniente – analizza il presidente di Confcommercio, Alberto Marchiori – nemmeno sotto il profilo immobiliare. Si creano contenitori vuoti e si spreca territorio. E’ vero che dove ci sono autorizzazioni in atto le amministrazioni hanno le mani legate, però non è vero che con un piano regolatore non si possono cambiare le destinazioni d’uso. Certo, ci vuole coraggio, oggi è obbligatorio».

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