Nuova cava, progetto in stand-by

Remanzacco, il Consorzio ha chiesto il ritiro della Via. M5s: abbiamo guadagnato tempo
Remanzacco 17 Maggio 2013. Cava prati di San Martino. Telefoto Copyright Agenzia Foto Petrussi / Diego Petrussi
Remanzacco 17 Maggio 2013. Cava prati di San Martino. Telefoto Copyright Agenzia Foto Petrussi / Diego Petrussi

REMANZACCO. I pentastellati di Remanzacco tirano un sospiro di sollievo. Non che il progetto di realizzazione di una nuova cava sul territorio comunale possa considerarsi archiviato, affatto, «ma se non altro – commenta la consigliera Maria Cristina De Michielis – abbiamo guadagnato tempo».

Sì, perché «il Consorzio Estrazione Inerti Fvg srl – rende noto il Movimento 5 Stelle – con comunicazione datata al 6 aprile scorso ha chiesto alla Regione il ritiro dell’istanza di Via (valutazione di impatto ambientale), avanzata dagli stessi cavatori, in attesa di conoscere l’esito della procedura di Vas alla variante (riconducibile invece al Comune)».

Il servizio valutazioni ambientali della Direzione centrale ambiente ed energia ha conseguentemente provveduto all’archiviazione del procedimento.

«La decisione del Consorzio non significa, però – ribadisce De Michielis –, che la vicenda sia chiusa, tutt’altro. È probabile che nei prossimi mesi venga presentato un nuovo procedimento di Via, che rimedi alle incongruenze e alle superficialità del precedente, nel quale si affermava che il rischio idrogeologico era irrisorio, le polveri trascurabili, i rumori insignificanti, l’aumento del traffico pesante marginale e che non esiste alcun sito archeologico nelle vicinanze.

È presumibile – continua – che una pratica così strutturata sarebbe stata bocciata dagli uffici competenti, i quali, fra l’altro, hanno sicuramente preso atto dell’opposizione popolare al disegno: ricordo che la mobilitazione contro la cava aveva permesso al Movimento di raccogliere centinaia di firme, presentate in Regione».

L’avvio dell’iter progettuale rimanda al 7 marzo 2014, quando il Consorzio Estrazione Inerti inviò all’allora amministrazione Angeli una proposta di variante al Prgc, relativa all’introduzione nel medesimo di un comparto di zona delle cave “D4”; il 19 marzo 2014 la giunta approvò la variante numero 31 al piano regolatore comunale; il 27 marzo 2015, poi, il documento fu approvato, con il voto contrario delle minoranze.

Scattò a quel punto la controffensiva del Movimento, che consegnò alla competente direzione regionale una dettagliata serie di osservazioni alla procedura di Via. (l.a.)

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