«Non siamo terra di conquista per altre centraline sul fiume»
RESIA. «La val Resia non è terra di conquista». Il comitato spontaneo “No centralina idroelettrica Resia_2 Ponte Rop” si sta riorganizzando per contrastare la proliferazione di progetti di derivazione d’acqua a fini idroelettrici sui torrenti della vallata. Negli uffici regionali, a oggi, sono cinque le richieste presentate per costruire centrali idroelettriche, tutte riferite al torrente Resia. E per bloccare questi progetti il Comitato ha già avviato una petizione.
«Non vogliamo sia concessa l’acqua del territorio a persone che la vogliono sfruttare solo per guadagnarci, senza lasciare niente in valle – affermano i componenti del comitato, riunitosi qualche sera fa nell’ex bar Skossa di Oseacco –. Non vorremmo trovarci nelle stesse condizioni della vicina val Raccolana, dove sono state costruite cinque centraline idroelettriche a cascata in meno di 10 chilometri, snaturando completamente il torrente Raccolana. Se l’acqua deve essere sfruttata – precisano – lo si deve fare a vantaggio delle comunità locali, per permettere alle persone di continuare a vivere in valle». Tra le domande di sfruttamento del torrente Resia presentate in Regione, il Comitato segnala la presenza di criticità in relazione, in particolare, alla stabilità geologica dell’area interessata all’intervento, visto che alcune delle località interessate dai progetti sono state classificate P3 (pericolosità idraulica elevata) nel Piano di assetto idrogeologico del Comune.(a.c.)
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