Non pagano la mensa, “buco” di 300 mila euro

SAN GIORGIO DI NOGARO. Molti genitori non pagano le rette della mensa scolastica e il Comune di San Giorgio di Nogaro è costretto a sollecitare i versamenti che starebbero creando un “buco” nel bilancio comunale di circa 300 mila euro.
L’ufficio economato del Comune ha da poco pubblicato, e verrà ripetuto per venti giorni, nell’albo pretorio comunale, un avviso di sollecito di pagamento «del corrispettivo per la refezione della mensa della scuola materna statale e della scuola elementare (anno scolastico 2013-2014) dei soggetti risultati irreperibili o che hanno rifiutato la consegna di regolare avviso recapitato tramite raccomandata ai sensi dell’articolo 140 del codice di procedura civile e articolo 143 codice di procedura civile».
Come spiega l’assessore per le Politiche sociali, Cristina Pittis, «quello che fa specie è che non si tratta di un fenomeno di inadempienza dovuto alla crisi e alle difficoltà economiche delle famiglie, ma si tratta di persone che lo fanno per lo più volontariamente».
«Chi veramente non può pagare la retta ce lo dice - sottolinea- e si cerca una soluzione dilazionando il pagamento o, comunque, cercando il modo giusto per venire incontro alle famiglie. Nei confronti di chi non paga volutamente, cioè la maggior parte, è difficile intervenire. Non solo non pagano, ma rifiutano di ricevere le lettere raccomandate di sollecito che il Comune invia, e spesso sono famiglie che sono recidive e che hanno accumulato debiti importanti.
È convinzione diffusa che anche se non pagano non succede nulla, per cui vanno avanti così senza alcuna remora o rispetto per gli altri genitori che pagano regolarmente le rette delle mense scolastiche dei loro figli».
Va detto che il Governo spinge i Comuni al recupero di questi crediti e per farlo le amministrazioni comunali devono incaricare una persona, ma i soldi non ci sono. E, purtroppo, è anche vero che ai morosi non succede nulla.
«Lo Stato - spiega l’assessore Pittis - pretende da noi i pagamenti per cui, per farlo, si deve incidere sulle tasche dei cittadini: non è corretto, ma è così. Queste persone mancano di senso civico e a pagarne le conseguenze sono gli altr».
Certo che di questi tempi avere 300 mila euro in meno nel bilancio comunale non è cosa di poco conto per una amministrazione che con simili cifre può fare molte cose.
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