Nominata la direttrice scientifica al Cro dopo 4 anni di tensione fra Stato e Regione

la storia
martina milia
Silvia Franceschi è stata nominata a pieno titolo – non più «facente funzione» – direttore scientifico dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico del Cro di Aviano. La notizia, però, non è tanto che il ministero della Salute abbia finalmente deciso, quanto il fatto che dietro i ritardi nella nomina ci siano state tensioni tra lo Stato e la Regione. Per questo il decreto è arrivato a tre anni e mezzo di distanza dalla pubblicazione del bando.
E a raccontarlo non sono fonti anonime della politica, quanto il decreto stesso di nomina – datato 9 agosto 2021 – e firmato dal sottosegretario alla salute (nonché chirurgo e accademico) Pierpaolo Sileri, esponente del Movimento 5 stelle.
L’atto ricorda che con il decreto del ministero della salute datato 14 dicembre 2017 – quasi quattro anni fa –, pubblicato poi il 13 febbraio 2018, è stato indetto il bando per la selezione dei candidati per la nomina del direttore scientifico del Centro oncologico di Aviano, nomina che per l’appunto spetta al ministero. A quel bando parteciperanno tutti professionisti che già operano al Cro: Riccardo Dolcetti, Valter Gattei, Giuseppe Toffoli e Silvia Franceschi. La commissione giudicatrice selezionerà tre candidati tra questi, ancora il 26 novembre 2018. Il decreto evidenzia che «la produzione della dottoressa Silvia Franceschi è rilevante e attinente all’area del riconoscimento, di ampio respiro internazionale, di eccellente livello e continuativa nell’arco dei dieci anni considerati e che sia l’impact factor in posizione di rilievo nelle pubblicazioni selezionate, sia l’impact factor complessivo (...) risultano superiori a quelli degli altri due candidati»; prosegue considerando il valore qualitativo della produzione scientifica e aggiunge che «la candidata ha reperito negli ultimi dieci anni un volume complessivo di finanziamenti superiori a quello degli altri due candidati». Non manca quindi di citare il programma di sviluppo presentato dall’epidemiologa e le funzioni da lei svolte in progetti di cooperazione internazionale.
Stando a questi requisiti, il ministero era pronto a nominare Franceschi già nel 2018. Ma cosa è accaduto nel frattempo? Il decreto cita una nota del 27 dicembre 2018 «con la quale il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ha rappresentato l’opportunità di svolgere una ulteriore riflessione», ricorda poi che il 13 maggio 2019 il ministro della Salute pro tempore «alla luce dei colloqui nel frattempo intercorsi, ha riproposto al presidente della Regione il nominativo della dottoressa Silvia Franceschi» e cita la nota dell’11 dicembre 2020 con la quale, «considerato il mutamento della compagine governativa nel frattempo intervenuto, il vice ministro pro tempore nel ritenere di confermare la scelta del nominativo della dottoressa Silvia Franceschi, ha chiesto nuovamente in merito l’avviso del presidente della Regione Fvg».
Il Covid deve aver generato una amnesia da parte della Regione, dal momento che il decreto riferisce che «considerato l’ulteriore intervallo di tempo ormai intercorso, in assenza di motivi ostativi manifestati in merito da parte del presidente della Regione Fvg e considerata l’urgenza – termine che potrebbe quasi far sorridere ndr – di concludere l’iter procedimentale in questione e di dotare l’Istituto della figura del responsabile dell’attività della ricerca», si è deciso di uscire dall'impasse. Il 19 maggio di quest’anno Franceschi ha formalizzato l’assenza di cause di inconferibilità dell’incarico e il 9 agosto è arrivato il decreto. Il resto è storia, anzi no: politica. —
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