Niente rimborsi alle scuole friulane: addio al tesoretto

UDINE. Le scuole friulane dicono addio al tesoretto milionario atteso da Roma. A mettere la pietra tombale su una questione che per la sola provincia di Udine vale 15 milioni di euro è il decreto ministeriale numero 17 del 17 aprile 2013 del Mef: la risposta ai tanto attesi pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, sbarra la porta agli istituti scolastici.
Perché quei crediti pregressi vantati dalle scuole – i cosiddetti residui attivi – non possono essere rendicontati nella piattaforma elettronica messa a punto in via XX settembre. Non per un errore delle Finanze, ma per una presunta leggerezza delle segreterie didattiche che fra il 2005 e il 2008 non hanno registrato a dovere tutte le spese. Il direttore dell’Ufficio scolastico regione Daniela Beltrame, parla di un «pasticcio contabile».
Infatti, in passato, «la prassi delle scuole era stata quella di utilizzare la cassa dei contributi ricevuti da Comuni, Province, Regione e famiglie per pagare debiti urgenti privi di assegnazione in entrata – chiarisce Beltrame –, senza prima avere impegnato in conto competenza quegli stessi contributi per la loro finalità. Le scuole si limitavano a iscrivere le somme pagate come residui attivi. All’origine di tanta resistenza a emettere impegni preventivi è stato il convincimento, avvalorato dai revisori dei conti, che sia illegittimo impegnare somme prima della fase del pagamento».
Insomma, le segreterie delle scuole non facevano un impegno di spesa teorico, ma si limitavano ad attingere all’occorrenza i fondi dalla casa. E oggi è come se, chiamati a rispondere di una somma spesa, non fossero fornite tutte le ricevute, ma un generico conto totale. Ed ecco che le scuole della città devono fare i conti con un buco di circa 2 milioni di euro, che salgono a 15 – come detto – allargando lo sguardo alla provincia, a 31 per la regione. «Non è possibile ingaggiare una battaglia al Miur per un evidente pasticcio contabile», rimarca Beltrame. E in effetti i direttori dei servizi generali e amministrativi che hanno tenuto aggiornati tutti i capitoli di spesa, hanno visto riconosciuto il loro lavoro. Già nei mesi scorsi il Miur ha restituito 863 mila euro a 20 delle 230 scuole coinvolte. A beneficiare delle somme solo cinque istituti di Pordenone, due di Gorizia e tredici in provincia di Udine.
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