Negozi aperti e bar strapieni Il giallo-allegria batte la crisi

Negozi addobbati e rigorosamente aperti, bar e pasticcerie strapieni, i due Corsi e Piazza XX Settembre affollatissimi tanto da rallentare il ritmo della passeggiata. Pordenonelegge in versione domenicale ha l’effetto di catapultare la città fin dal mattino in uno scenario da struscio prenatalizio. Ma questa volta a fare da traino non è lo shopping per le strenne. Del resto, le tonalità degli addobbi non richiamano certo le tipiche tonalità decembrine. Il catalizzatore è il color giallo-allegria, autentico “marchio” del festival, che sembra rendere ancora più luminosa una domenica già benedetta da un clima idilliaco: un terso cielo azzurro settembrino sopra una città tinta di giallo.
Ecco la domenica perfetta di Pordenonelegge. I fattori imponderabili – ovvero le condizioni meteo – hanno creato i presupposti ideali, ma poi è stato tutto merito dello staff organizzativo della kermesse e dei commercianti pordenonesi far rendere al meglio l’ultima giornata.
Da sottolineare che questa volta proprio il settore del commercio cittadino ha risposto presente. Pressoché introvabili serrande abbassate. In Corso Vittorio Emanuele, Corso Garibaldi e Piazza XX Settembre la percentuale di attività aperte ha sfiorato il cento per cento. Non solo boutique di abbigliamento, negozi di calzature, pelletterie, gioiellerie, librerie ma anche ambiti merceologici diversi, dalle erboristerie ai negozi di telefonia passando per le attività del settore alimentare.
I pochissimi negozi rimasti chiusi durante la mattinata, hanno aperto nel pomeriggio. Insomma, i commercianti hanno partecipato in maniera massiva al clima di festa irradiato da Pordenonelegge, contribuendo a proiettare l’immagine di una città accogliente agli occhi delle migliaia di visitatori arrivati da fuori.
Una partecipazione attiva che si è manifestata anche attraverso gli allestimenti delle vetrine, addobbate a tema con l’onnipresente color giallo-allegria.
Superlavoro per baristi e camerieri fin dall’orario della colazione. Bar e caffé del centro hanno vissuto fino a sera una domenica all’insegna del pienone. Difficile, in certi momenti della giornata, trovare un posto a sedere.
Una domenica speciale, insomma, assaporando appieno quel clima di vitalità, stimoli cerebrali e sorrisi che è ormai diventato un tratto distintivo di Pordenonelegge. Una festa della cultura che sa rianimare e coinvolgere una città intera, aiutando a dimenticare per qualche giorno anche i grigiori della crisi economica che non ha risparmiato in questi anni il commercio pordenonese.
Fin troppo facile, da questo punto di vista, evidenziare che non sfruttare la presenza di decine di migliaia di persone in città sarebbe stato autolesionistico. Ma se si pensa all’eterno dibattito sull’utilità delle aperture domenicali, alle spese di gestione e ai contestuali dubbi sul rapporto costi-ricavi, allora una risposta così estesa non era affatto scontata, nè si era mai vista nelle precedenti domeniche di Pordenenelegge quando le aperture erano state “a macchia di leopardo”. «I commercianti questa domenica hanno dato una dimostrazione importante di voler fare squadra per il bene della città – ha osservato il presidente provinciale dell’Ascom-Confcommercio, Alberto Marchiori –, contribuendo a mostrare una Pordenone viva e accogliente. Ospitalità e non mero business. Non dimentichiamo infatti che sono soprattutto gli esercizi pubblici, bar, caffè e ristoranti, a trarre i maggiori vantaggi da Pordenonelegge. I titolari di tanti negozi hanno tenuto aperto pur consapevoli che non ci avrebbero guadagnato, considerando anche le spese che più di qualcuno ha sostenuto per i particolari allestimenti a tema. Ma ha prevalso, appunto, la voglia di fare squadra, di contribuire ad una città davvero ospitale. Una città in festa, grazie a una manifestazione culturale che riesce a consolidarsi ogni anno e che merita un plauso».
Unica nota stonata della domenica, il perdurare del fenomeno delle “soste selvagge” nel parcheggio Marcolin, con auto lasciate sui cordoli e sui prati, nonostante la raffica di multe della giornata di sabato.
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