Negativo al Coronavirus lo studente del Sello di Udine bloccato a Wuhan

UDINE. Fonti della Farnesina confermano che è negativo al test sul coronavirus il ragazzo di 17 anni di Grado che domenica notte non era potuto partire dalla Cina a causa della febbre.
Il giovane Nicolò è stato sottoposto al test per verificare l'eventuale contagio. Che, come detto, ha dato esito negativo.
Non è finita, però. Il liceale, che si trova in un bed & breakfast di Wuhan accudito da due italiane incaricate dalla nostra ambasciata, ha ancora la febbre. Gli era scesa in ospedale, dove era stato portato dopo lo screening effettuato allo scalo internazionale cinese, invece ora è un po' risalita.
Cosa gli succederà adesso? Il ministero degli Esteri sta studiando una soluzione per farlo tornare e per sottoporlo al periodo di quarantena, come è prassi per chi arriva dalla provincia di Wuhan. I voli di linea sono stati soppressi, quindi è probabile che l'Italia chiederà al governo cinese l'autorizzazione per far uscire il ragazzo dalla "zona rossa" epicentro del contagio, e spostarlo in una città dove possa prendere un volo per Roma.
Nicolò, questo il nome del giovane, conosciuto da tutti a Grado ma anche nel liceo dove studia a Udine, il Sello, non aveva certo immaginato questo film e questo finale quando era partito per la Cina, lo scorso agosto, per frequentare un anno di studio all’estero come prevede il progetto di Intercultura.
È stato portato subito per controlli in un ospedale di Wuhan e poi trasferito in un appartamento dell’ambasciata, sotto controllo, curato da due signore italiane e da altro personale sanitario «in costante contatto con l’ambasciata» come ha fatto sapere il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Varrecchia.
Ma anche con la sua famiglia a Grado. Quando ha potuto ha subito telefonato loro, via Skype, per tranquillizzarli dopo una nottata trascorsa insonne per avere notizie più precise del loro figlio che non poteva rientrare.
Nicolò dopo aver vinto il progetto di Intercultura aveva trovato ospitalità in una famiglia cinese. «Stava trascorrendo il periodo per lo scambio scolastico in una zona a Nord distante da Wuhan – racconta la portavoce di Intercultura – ma per il Capodanno cinese la famiglia che lo ospitava si è spostata a Wuhan per andare a trovare i parenti in occasione dei festeggiamenti.
E per l’occasione hanno portato anche lui». Proprio in quei giorni che precedevano il Capodanno è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Il programma di Intercultura prevede un soggiorno di almeno 10 mesi all’estero, avrebbe dovuto rientrare a giugno, ma a causa dell’emergenza sanitaria è stato invitato a rientrare come altri connazionali, almeno un’ottantina, che avrebbero potuto far ritorno. Solo sessanta però hanno deciso di tornare in Italia, 20 hanno deciso di rimanere.
La chiamata a casa. «Non preoccupatevi, sono seguito molto bene, si vede che doveva andare così e dovevo fermarmi ancora un pò»: sono le parole che Nicolò ha riferito ai parenti a Grado durante un collegamento via Skype.
La preside: c'è un piano per il rietro a scuola. «Siamo in contatto con la famiglia da qualche giorno. Verrà predisposto un piano di rientro sereno a scuola, che tuteli innanzitutto la salute del ragazzo». Lo ha detto la dirigente scolastica del Liceo Artistico Sello di Udine, Rossella Rizzatto, frequentato dal 17enne di Grado che non è potuto partire con gli altri italiani rimpatriati e che è rimasto a Wuhan con la febbre.
I risultati degli esami, arrivati stamattina, hanno escluso il contagio da coronavirus. La Farnesina è al lavoro per riportarlo a casa al più presto. Il giovane studente, descritto dai suoi insegnanti come un ragazzo «molto curioso, con senso dell'esperienza e del confronto», allievo di una classe quarta era partito per la Cina per un anno di studio all'estero ad agosto con il progetto di Intercultura. «Abbiamo diversi studenti che stanno frequentando il programma di Intercultura all'estero, in diversi parti del Mondo. Lui era l'unico in Cina - ha spiegato ancora la dirigente scolastica - Si trovava in una zona lontana da Wuhan».
Nella megalopoli epicentro del contagio sarebbe arrivato in occasione del Capodanno cinese insieme alla famiglia ospitante, rimanendovi poi bloccato. Il ragazzo avrebbe dovuto completare l'intero anno di studio in Cina ma ora la sua esperienza all'estero potrebbe concludersi prima del previsto.
Il giovane rientrerà regolarmente nella sua classe. «Nell'ambito del programma di scambio di studio è previsto un contratto formativo e un piano didattico. Ai ragazzi viene assegnato un tutor, un docente di riferimento, per il mantenimento dei contenuti e la continuità nel rapporto» con la classe d'origine in cui lo studente viene normalmente reinserito al termine del percorso di studio all'estero.
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