«Necessario prevedere nuove piantumazioni»

Un patrimonio da salvaguardare, proprio per evitare tagli indiscriminati che impoveriscono il patrimonio arboreo della città. Questo il commento di Legambiente sugli interventi di abbattimento degli...
Un patrimonio da salvaguardare, proprio per evitare tagli indiscriminati che impoveriscono il patrimonio arboreo della città. Questo il commento di Legambiente sugli interventi di abbattimento degli alberi realizzati all’interno del complesso ospedaliero del Santa Maria della Misericordia in vista dell’avvio delle opere di costruzione del terzo e quarto lotto del nuovo ospedale. A esprimere qualche valutazione in merito è Marino Visintini componente del direttivo del “Cignoverde” udinese. «È evidente che per troppo tempo è mancata un’opera di manutenzione del patrimonio arboreo del complesso ospedaliero – è la sua chiosa – tant’è che i fusti piuttosto estesi in altezza e molto spesso dotati di un apparato radicale superficiale rappresentavano in molti casi un problema di stabilità e anche recentemente si sono verificati alcuni crolli provocati dal maltempo. È comprensibile – argomenta Visintini – che per alcune piante il taglio fosse una soluzione necessaria anche se, in ogni caso, questa deve essere una soluzione estrema».


Un contenimento delle altezze, quando non un alleggerimento delle chiome, sono operazioni che possono validamente essere prese in considerazione.


«Mi auguro comunque – è l’auspicio dell’ambientalista – che siano stati effettuati un censimento delle piante e una valutazione di stabilità su ciascuna di esse da parte di un agronomo o di un forestale iscritto all’ordine e, soprattutto, spero che in futuro l’azienda provveda a reintegrare il patrimonio arboreo attraverso una serie di piantumazioni che permettano la sostituzione delle piante abbattute».


Si tratta di una situazione che, purtroppo, rischia di verificarsi anche in altri polmoni verdi della città. Uno di questi è il parco del vecchio ospedale psichiatrico provinciale di Sant’Osvaldo in via Pozzuolo che ospita diverse strutture dell’Azienda sanitaria universitaria integrata. Un complesso che fu realizzato fra il 1902 e il 1904 su un territorio di 50 ettari, ben superiore agli attuali 22, dove da tempo le mancate potature hanno impoverito e pregiudicato il patrimonio arboreo. Lo stesso Visintini segnala anche la situazione del parco attiguo all’Ente fiera di Martignacco che, precisa, da tempo attende attenti interventi di manutenzione.


«Cure che devono essere assicurate con costanza nel tempo – conclude l’ambientalista – per evitare di dover ricorrere a interventi drastici che ridimensionano pesantemente il verde cittadino».
(a.c.)


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