Natività choc: pace fatta tra artista, chiesa e critici

Monsignor Quaia alla galleria d’arte: «Immagini non blasfeme». Poi la visita del cittadino che aveva insultato l’autore e chiarimento

PORDENONE. Alla fine è scoppiata la pace. Dopo le provocazioni e le critiche sono arrivate le scuse, i chiarimenti e una stretta di mano. Ed è arrivata anche la benedizione di monsignor Otello Quaia.

Le polemiche sulla mostra d’arte di Saturno Buttò alla galleria d’arte Hippocratica di via Gorizia sembrano essersi finalmente spente. I quadri del pittore veneto, sono stati considerati blasfemi da alcuni, e hanno portato al colpo di testa di Ferdinando Parigi, che trovando le opere offensive per la cristianità, ha lasciato delle scritte ingiuriose sulle vetrine della Galleria.

Il titolare di Hippocratica, Giovanni Pietro Brusca, ieri ha incontrato Parigi, ma anche ricevuto la visita di monsignor Quaia, parroco del duomo di San Marco.

«È stato un incontro molto emozionante e pieno di commozione – ha raccontato Brusca – perché il monsignore ha trovato la mostra bellissima. Ha fatto calare il sipario su tutte le provocazioni che sono piovute nei giorni scorsi. Non ha trovato niente di offensivo o di blasfemo e, anzi, ha apprezzato il talento di Saturno e il messaggio che comunica. Inoltre – ha precisato il gallerista – Quaia ha colto più di tutti il valore della cristianità di cui sono intrise le opere».

Opere che, secondo Brusca, non offendono. «La mia sensibilità è turbata da tutt'altro, e nel quotidiano, basti pensare alle slot machine nei bar o alla mercificazione della donna che si vede in televisione». In questa mostra la cristianità è uno dei pilastri nell'opera dell'artista veneto, che ieri era presente alla galleria e ha spiegato il senso profondo dei suoi quadri.

«Con questa mostra abbiamo evocato lo spirito natalizio – ha spiegato Buttò – scegliendo con cura le due opere principali. E il sentimento che aleggia qui è filocristiano, perché ho messo al centro la rappresentazione degli uomini».

«Dobbiamo pensare bene al fatto – ha rilanciato – che nel mondo c'è chi sta distruggendo la storia dell'arte, e noi abbiamo il compito di rilanciare l'iconografia cristiana, perché altrimenti tra qualche decennio ci perderemo». Nei suoi dipinti, Buttò ha rappresentato molti spaccati della società moderna, insieme a significati senza tempo. Un concetto dimostrato dalla natività in cui gli angeli sono rappresentati da due ragazze moderne, nude.

«Questo lavoro porta con sé l'essenza stessa della vita, è pieno di vita. Nei dipinti – ha aggiunto – voglio essere testimone del mio tempo. Anche per questo ci sono dei toni psicologici e l'evidenza delle zone oscure che ognuno di noi ha dentro».

Concetti che comunque non hanno convinto Ferdinando Parigi, che è arrivato alla Galleria Hippocratica per scusarsi del suo gesto. Parigi ha affermato di aver fatto un'idiozia, ma è rimasto sulle sue posizioni, criticando un’iconografia che, secondo lui, «offende Cristo, il più grande uomo mai vissuto sulla Terra».

Punti di vista diversi, ma pace fatta tra il gallerista e il contestatore, con un impegno per il futuro. Brusca – che ha già realizzato diverse mostre a tema strettamente religioso – ha invitato Parigi a farsi vedere più spesso, per seguire le prossime esposizioni. Invito accettato dall'ormai ex contestatore, che ha preso l'impegno di tornare a Hippocratica.

Intanto, le 13 opere di Saturno Buttò saranno esposte nella galleria fino al 31 gennaio, e lo stesso pittore invita a guardarle bene prima di giudicarle.

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