Morto di influenza «Vaccino unica garanzia»

UDINE. Bando agli allarmismi inutili e attenzione puntata, piuttosto, all’unico rimedio possibile contro l’influenza: la vaccinazione. È l’appello che arriva dagli ambienti medici friulani, all’indomani della notizia del decesso di un operaio udinese di 58 anni affetto da “febbre suina”.
Il flop registrato dall’ultima campagna di prevenzione, insomma, suona come un preoccupante campanello d’allarme per gli operatori sanitari, costantemente alle prese con i rischi connessi con l’influenza. Specie se a diffondersi sono virus particolarmente aggressivi, come quelli in circolazione in quest’ultimo inverno. «La popolazione dovrebbe avvicinarsi con fiducia alle campagne vaccinali - afferma Maurizio Rocco, presidente dell’Ordine dei medici di Udine -. Quest’anno, al contrario, si è registrato un calo di accessi e la ragione risiede anche nell’interpretazione non corretta data a una serie di notizie sulla sicurezza dei vaccini in commercio e sulle conseguenze del suo utilizzo». Un esempio su tanti: lo spauracchio generato dalla voce che nei vaccini multidose contro la H1N1 ci fossero anche mercurio e squalene.
«Tutte ipotesi prive di corroborazione di valore scientifico - continua il dottor Rocco -. La vaccinazione è una delle più grandi vittorie della scienza. E, al momento, non è stata ancora dimostrata l’esistenza di un rimedio migliore». Quanto al timore di una “pandemia influenzale» o, quantomeno, a una nuova ondata di allarmismi, il presidente dei camici bianchi suggerisce “calma e gesso”. «In presenza di un’epidemia - spiega - c’è sempre qualche caso che finisce peggio degli altri: rientra nella casistica. Ma creare allarmismi, dopo l’ultimo decesso a Udine, è del tutto fuori luogo. Anche perchè non esistono pericoli di contagio».
A ridimensionare la portata dell’“emergenza” era stato anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive del “Santa Maria della Misericordia”, nella quale era stato ricoverato l’operaio. «Non possiamo dire che l’H1N1 sia mai stata completamente debellata - aveva spiegato -, perchè di fatto ha continuato a circolare. E quest’anno i virus sono stati diversi. Ma è inutile creare allarmismi. Il discorso vale anche per il nuovo ceppo dell’aviaria in arrivo dalla Cina, l’H7N9: il virus è trasmesso attraverso contatto con animali infetti e, in ogni caso, sia i decessi sia i contagi riguardano commistioni con l’uomo e situazioni igieniche che nulla hanno a che vedere con la nostra».
Il che non significa non tenere l’attenzione sempre molto alta. «Dai tempi della Sars in poi - afferma Mario Da Porto, medico di medicina generale -, siamo ancora più vigili e pronti a segnalare alle cliniche infettive tutte le situazioni di influenza più complesse. L’errore da evitare è quello di cadere nella psicosi. I nostri messaggi e gli inviti alla prevenzione devono servire a sensibilizzare la gente e non a spaventare o a fare calare l’attenzione. Purtroppo, invece, ultimamente sempre meno persone ricorrono alla vaccinazione». La partità, comunque, è sempre aperta. (l.d.f.)
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