Addio a Aldo Colonnello, una vita dedicata a cultura e insegnamento

Aveva 85 anni. Nel 2016 è stato insignito della laurea honoris causa in Scienze della Formazione dall’Università di Udine

Cristina Savi
Aldo Colonnello il giorno della Laurea Honoris Causa
Aldo Colonnello il giorno della Laurea Honoris Causa

Attraversa il Friuli come un silenzio improvviso, di quelli che fanno capire quanto la sua voce fosse necessaria, la notizia della morte di Aldo Colonnello. Non solo un animatore culturale, non solo un maestro, ma un punto di riferimento capace di tenere insieme il pensiero alto e la vita quotidiana, la curiosità dei bambini e il dialogo con i grandi intellettuali del Novecento.

Colonnello si è spento mercoledì mattina a 85 anni, dopo alcuni giorni di ricovero nell’ospedale di Spilimbergo. E non può che essere affidato a Rosanna Paroni Bertoja, compagna di un’avventura culturale durata oltre cinquant’anni, il primo ricordo. Hanno condiviso l’insegnamento, la nascita della Biblioteca civica di Montereale Valcellina nel 1969 e poi, dal 1989, la straordinaria avventura del Circolo culturale Menocchio.

«La sua forza – sottolinea – era una volontà instancabile di divulgare in modo serio, continuo e aperto, mantenendo legami fortissimi con il mondo accademico, da Carlo Ginzburg in poi, senza mai perdere il contatto con il territorio».

Nato a Spilimbergo nel 1940, maestro elementare fino al 1996, Colonnello portò nella scuola friulana un’idea di didattica sperimentale e curiosa. «I bambini mi hanno costretto a imparare da loro», amava dire, rifiutando l’idea del maestro come figura autoritaria e preferendo quella dell’artigiano del sapere, capace di accompagnare alla libertà di pensiero.

La Biblioteca civica di Montereale, da lui fondata e diretta per decenni, è stata molto più di un luogo di libri: un centro vivo di incontri, conferenze, ricerche archeologiche, poesia e storia locale. Attorno a quell’esperienza nacque il Circolo Menocchio, che ha trasformato un piccolo centro della pedemontana in un crocevia culturale capace di attirare studiosi e scrittori dal mondo. Fu Colonnello a intuire, già negli anni Settanta, la portata del lavoro di Carlo Ginzburg e il suo “Il formaggio e i vermi”quando Menocchio non era ancora diventato un simbolo internazionale della microstoria. Fu sempre lui a dare spazio e voce a poeti come Federico Tavan, a Pierluigi Cappello, a tanti autori come Mauro Corona e artisti come il fotografo Danilo De Marco che hanno trovato nel Menocchio una casa libera e rigorosa.

«Aldo ha saputo tenere insieme radicamento e respiro universale», ricorda, addolorato, il sindaco di Montereale Valcellina Igor Alzetta, che fu suo alunno alle elementari, a Grizzo. «Generazioni di bambini come me hanno sperimentato cosa significa una didattica rivoluzionaria. E come comunità sappiamo che gran parte di ciò che Montereale è diventata sul piano culturale negli ultimi trent’anni lo dobbiamo a lui».

Nel 2016 l’Università di Udine, definendolo «abile seminatore del sapere», gli conferì la laurea honoris causa in Scienze della formazione primaria. «La cultura è un servizio pubblico – ripeté anche in quell’occasione – da difendere soprattutto nelle aree periferiche, lontano dall’eventismo e da ogni logica di profitto».

Parole di cordoglio arrivano da Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg in Consiglio regionale: definisce la vita di Colonnello “un mosaico che racconta la forza di chi crede che la cultura sia un ponte e non un confine”. Fausto Tomasello, segretario del Pd provinciale, parla di «un gigante del Friuli», chiedendo che le istituzioni sappiano onorarne l’eredità. Per Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, «fu interprete autentico di servizio alla comunità. Simbolo di quella educazione pubblica universalistica che è alla base della società civile».

La consigliera regionale di Avs Serena Pellegrino e il segretario di Sinistra Italiana di Pordenone Michele Ciol sottolineano come Colonnello abbia «contribuito in modo determinante alla diffusione del pensiero critico, della cultura e della partecipazione civile».

Aldo Colonnello lascia la moglie Lia e i figli Chiara e Antonio. Il funerale civile si terrà sabato, alle 14. 30 nella corte Toffoli di Montereale Valcellina. 

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