Emozioni paralimpiche per la Fiamma a Trieste: «Si pensi di più all’inclusione»
La schermitrice friulana Rizzi accende il braciere: «Orgogliosissima». La paraciclista Aere: «Stasera ho i brividi»

Orgoglio, brividi, senso di responsabilità. Le parole dei tedofori hanno raccontato meglio di ogni altra immagine la tappa triestina della Fiamma Paralimpica, ultimo passaggio del Flame Festival prima dell’avvicinamento ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 – presenting partner Allianz. Martedì la fiaccola sarà a Cortina d’Ampezzo, nei giorni successivi toccherà Venezia e Padova per poi arrivare a Verona venerdì in tempo per la cerimonia di apertura.
L’ultima tedofora è stata Giulia Rizzi. La schermitrice friulana, oro olimpico a Parigi 2024, ha acceso visibilmente emozionata il braciere dei Giochi Paralimpici Invernali, in programma dal 6 al 15 marzo: «Sono molto emozionata – ha detto – perché per me essere qui, nella mia regione, e accendere il braciere della Fiamma Paralimpica è un’emozione che mi fa esplodere il cuore. Sono orgogliosissima che abbiano scelto me, non posso che essere veramente emozionata e felice».
Prima dell’arrivo in piazza Unità, la fiaccola paralimpica ha attraversato la città partendo da piazza Venezia, lungo Cavana e poi le Rive. L’ultima tappa del Flame Festival si è aperta con il rito di accensione della prima torcia, utilizzando il fuoco custodito nella lanterna paralimpica.
Il primo tedoforo il maratoneta Mattia Prandini. «Essere tedoforo è soprattutto un onore ed è un’esperienza importante – ha commentato –. Siamo spesso assorbiti dalla quotidianità, ma momenti come questo aiutano a capire quali siano i valori fondamentali, soprattutto quelli dello sport e dello stare insieme».
La torcia è poi passata di mano in mano tra i tedofori, molti provenienti da diverse città italiane, il più distante è Giampietro La Rocca, arriva da Vasto. Per lui «è un’emozione indescrivibile pensare che per la mia frazione sarò l’unica persona a portare il fuoco di Stoke Mandeville».
Le frazioni si sono snodate tra via Torino, piazza Hortis e l’ingresso in piazza Cavana, dove è avvenuto il primo “torch kiss”. Il percorso è proseguito lungo Cavana, via del Pesce e via Boccardi fino alle Rive, dove ad attendere la fiamma c’era il gruppo dei venti tedofori del Comitato Paralimpico del Friuli Venezia Giulia. Tra loro Katia Aere, bronzo nel paraciclismo a Tokyo 2020: «Ho fatto due Paralimpiadi e lo scorso anno i World Games, ma l’emozione che provo stasera è completamente diversa. Ho i brividi».
Accanto a lei Davide Franceschetti, bronzo nel tiro a segno a Parigi 2024, e Alessandro Kuris, bronzo nel salto in alto alle Paralimpiadi di Seul 1988. «È un ciclo che si chiude – ha spiegato Kuris –. Ho iniziato nel 1988, ho vissuto 4 Paralimpiadi da atleta e 4 da allenatore. Ho visto crescere il movimento praticamente dagli esordi. Oggi siamo arrivati a un punto in cui non c’è più distinzione: i nostri sacrifici sono riconosciuti. La fiamma che ho avuto l’onore di portare è quella della passione e dell’impegno, e spero continui a bruciare per le nuove generazioni».
Grande emozione anche per Michele Pittacolo, bronzo nel ciclismo su strada: «È un’emozione grande, mi fa rivivere Londra 2012. È da due o tre giorni che faccio fatica a dormire. Spero che questa giornata sia un impulso per chi ha avuto incidenti o malattie: la vita può regalare soddisfazioni anche quando non te lo aspetti. Non pensavo di arrivare alle Paralimpiadi e di fare il tedoforo: è il massimo che un atleta possa raggiungere».
Un messaggio di inclusione è arrivato anche dalla nuotatrice Giorgia Marchi: «Spero che si inizi a pensare di più all’inclusione, sia nei Giochi estivi che in quelli invernali, perché per alcune disabilità le possibilità sportive sono ancora limitate».
Gli altri nomi
Nel gruppo degli atleti paralimpici c’erano anche Elena Albanese, Assuntina Alonge, Giada Benevol, Christian Bortoli, Beatrice Cal, Simone Drigo, Marco Frank, Salvatore La Manna, Elisa Martin, Salvatore Pio Modica, Umberto Pellis, Antonio Squizzato, Ivan Territo e Giuseppe Verzini. Insieme hanno percorso riva Mandracchio fino all’ingresso in piazza Unità, dove hanno consegnato il fuoco a Rizzi.
La schermitrice ha attraversato la piazza fino al palco, accolta dal pubblico e accompagnata da una coreografia di luci blu distribuite dagli organizzatori. Poi l’accensione del braciere.
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