Morto al rave party, chiesta l’archiviazione

UDINE. Chiesta l’archiviazione del fascicolo aperto a carico di ignoti per la morte di Marco Guarini, operaio di Azzano Decimo stroncato all’età di 26 anni da un edema polmonare provocato da un’overdose di droghe assunte assieme a sostanze alcoliche nel corso del rave party organizzato sul greto del Tagliamento il giorno di Ferragosto.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Claudia Danelon della Procura della Repubblica di Udine hanno permesso di appurare che non vi furono omissioni, o ritardi da parte del personale del 118 che intervenne tempestivamente e cercò a lungo di rianimare il giovane. Nè le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di risalire all’identità di chi fornì la droga al ragazzo, che, stando agli accertamenti, sarebbe risultato assuntore di sostanze stupefacenti anche prima di quella sfortunata festa organizzata sul greto dei fiume a confine fra il territorio di Codroipo e Sedegliano.
La richiesta di archiviazione sarà sottoposta al vaglio del giudice per le indagini preliminari Paolo Lauteri il quale dovrà pronunciarsi in merito.
Quella che aveva preso vita lungo il Tagliamento nel pomeriggio del 15 agosto scorso era una festa non autorizzata, un raduno di ragazzi che erano arrivati da tutto il Friuli e anche dal Veneto per ballare musica sparata a tutto volume e divertirsi.
Almeno una sessantina i giovani che avrebbero preso parte a quella festa dove, stando a quando dichiarato da alcuni degli stessi partecipanti, sarebbero circolate sostanze come anfetamine, lsd e ketamina.
Furono proprio alcuni dei partecipanti ad accorgersi che Guarini, colpito da malore, si era accasciato a terra e così partì al chiamata alla centrale operativa del 118. Una volta che i sanitari arrivarono sul posto, avviate le manovre di rianimazione, scattò la richiesta di intervento ai carabinieri. Ma, una volta sul posto, i militari dell’Arma trovarono una dozzina di ragazzi, gli altri erano scappati.
Nonostante le perquisizioni disposte dai carabinieri nei confronti dei presenti non erano stati effettuati sequestri di sostanze stupefacenti nemmeno a bordo delle auto parcheggiate nell’area. Le ricerche avviate dai carabinieri di Codroipo, poi, avevano consentito di risalire all’identità dei tre organizzatori del rave, tre giovani di Sedegliano, Codroipo e Bagnaria Arsa che erano stati denunciati per svolgimento di manifestazione non autorizzata. Infruttuose invece le indagini avviate dai carabinieri del Nucleo investigativo per identificare chi abbia ceduto a Marco Guarini le sostanze risultate fatali. (a.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








