Mortegliano inaugura la nuova scuola media: «Simbolo di rinascita dopo la grandinata»

Realizzata con fondi Pnrr e regionali, la scuola Leonardo Da Vinci progettata anche con le idee degli studenti

Maristella Cescutti

Una giornata che entrerà nella storia, quella di sabato, 28 marzo, a Mortegliano con l’inaugurazione della nuova scuola media la cui locandina è stata progettata dagli studenti stessi. Grande la partecipazione per la cerimonia ufficiale di apertura del plesso, costruito in tempi record con fondi Pnrr (2 milioni 600 mila), regionali (un milione 500 mila euro) e comunali (400 mila euro).

Prima del taglio del nastro, la dirigente scolastica Emanuela Maria Grazia Provenzani ha accolto i presenti portando il saluto del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame. A intervenire è stato anche il sindaco del Consiglio dei ragazzi, mentre il primo cittadino Roberto Zuliani ha espresso riconoscenza per l’aiuto, la collaborazione e la presenza costante al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e all’assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi.

Bordin ha sottolineato come il comune di Mortegliano abbia trovato forza e forma per risalire da un periodo molto difficile, come è stato quello della tragica grandinata del 2023 che ha portato anche alla demolizione della vecchia scuola. Parole di gratitudine per i fondi dati sono state rivolte sempre da Zuliani anche ai consiglieri regionali Mauro Di Bert (Fedriga presidente) e Massimiliano Pozzo (Pd) per la costante vicinanza alla comunità. Spazio anche all’analogia con il terremoto del 1976: «Non siamo cambiati. Quel carattere forte è nato cinquant’anni fa e si è consolidato».

Un’opera, quella della scuola intitolata a Leonardo Da Vinci, che parla di “pietre vive” come ha detto l’assessore Riccardi. Quest’ultimo ha rimarcato come, nel momento della grandinata, il paese abbia ricevuto la solidarietà da tutta la regione con un atteggiamento responsabile, moderato. «La gente friulana – ha sottolineato – davanti ai problemi non si piega ma li risolve».

Il saluto della comunità cristiana del territorio è stato portato dal parroco monsignor Giuseppe Faidutti. La Filarmonica Giuseppe Verdi ha suonato l’inno nazionale che ha impresso solennità alla cerimonia, seguita con attenzione ed emozione anche da tutti gli allievi della scuola, raccolti nel grande atrio. I ragazzi, con indosso una maglietta rossa con il logo dell’Istituto comprensivo, si sono distinti per il loro comportamento corretto, illustrando le proprie idee, supportate dai docenti, della co-progettazione dell’arredamento scolastico anche con l’uso dell’Intelligenza artificiale. E quelle proposte sono state raccolte da un’azienda, la quale ha realizzato un rendering di possibili aule flessibili, strutture non fisse per rimodulare gli spazi, banchi a isola, sedie in plastica riciclata e coltivazione di piante all’interno della struttura scolastica.

Inoltre gli alunni hanno pensato di creare “l’aula in disparte” per un luogo di relax, l’agorà, l’aula comunicazione, l’aula dei sogni per stimolare la creatività e aree attrezzate per la didattica all’aperto. 

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