Morìa di api, parla il ministro: "Vigileremo sul caso Friuli"

UDINE. «Non ci sono elementi per identificare la causa in maniera inequivocabile». Ma per il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, «la moria potrebbe derivare da un errore nell’ambito del processo produttivo del prodotto fitosanitario, da imputare all’impresa produttrice».
Dalle parti di viale XX Settembre, dove ha sede il dicastero retto dall’ex vicesindaco di Pavia, la vicenda dello spopolamento degli alveari friulani è monitorata con attenzione. E viene considerata una sorta di caso-sentinella, visto che le segnalazioni di casi analoghi si stanno moltiplicando nelle ultime settimane, pur non avendo ancora provocato l’avvio di procedimenti giudiziari a carico degli agricoltori.
Nel mirino, come noto, l’utilizzo delle sementi di mais conciate con il Mesurol 500 Fs un fitofarmaco che dovrebbe proteggere il seme dall’attacco di fagiani, piccioni e corvi. un fitofarmaco che dovrebbe proteggere il seme dall’attacco di fagiani, piccioni e corvi.
«I prodotti fitosanitari autorizzati, presenti sul mercato, possono essere considerati sicuri se utilizzati secondo quanto riportato sulle relative etichette – ricorda Centinaio –. La materia dei prodotti fitosanitari in commercio è normata dal Regolamento (CE) n. 1107/2009 il quale prevede, tra l’altro, che le sostanze attive possano essere incluse nei prodotti fitosanitari soltanto quando sia stato dimostrato che presentino un beneficio per la produzione vegetale e che non si prevede abbiano alcun effetto nocivo sulla salute umana o degli animali o alcun impatto inaccettabile sull’ambiente».
Relativamente alla moria delle api, «non ci sono elementi per identificare la causa in maniera inequivocabile. La moria potrebbe essere imputata al mancato rispetto da parte degli agricoltori delle prescrizioni riportate in etichetta del formulato commerciale (come, ad esempio evitare l’utilizzo della sostanza quando le api bottinatrici sono in piena attività, favorire l’impiego di macchine seminatrici che minimizzino la dispersione di polveri o fenomeni di deriva e di quanto previsto nella normativa relativa all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), oppure potrebbe derivare da un errore nell’ambito del processo produttivo del prodotto fitosanitario, da imputare all’impresa produttrice», aggiunge il ministro.
Il Mipaaft è pronto a intraprendere azioni mirate, peraltro richieste dagli stessi agricoltori, ma chiede un impegno diretto da parte dei portatori d’interesse: «Qualora si ritenesse opportuna un’azione più incisiva è necessario, come nel caso dei neonicotinoidi, supportare con ulteriori evidenze scientifiche l’eventuale istanza al Ministero della Salute per una sospensione cautelativa».
Proprio la richiesta di approfondimenti evocata dagli agricoltori spinge il ministero a specificare che «nel caso di acclarate responsabilità a carico delle aziende produttrici del prodotto fitosanitario in questione, provvederemo a mettere in atto quanto necessario per tutelare gli operatori del settore, sia agricolo che apistico».
Già nell’ottobre 2017 era stata sottoscritta un’intesa nazionale, promossa dall’Osservatorio nazionale del miele, per l’applicazione delle buone pratiche in agricoltura tra associazioni apistiche, associazioni sementiere, associazioni ortofrutticole e rappresentanza del mondo agricolo.
A seguito dell’intesa, è stato istituito un tavolo tecnico quale organismo operativo per l’implementazione delle attività previste, con la partecipazione del servizio fitosanitario nazionale e coordinato dall’Osservatorio Nazionale Miele.
Il 23 marzo 2018 – come ricorda una nota del ministero – nell’ambito del tavolo sono state definite e approvate le linee guida per la salvaguardia degli impollinatori, che prevedono una serie di attività da realizzare attraverso gli strumenti di intervento disponibili.
Per normare l’utilizzo dei prodotti fitosanitari è stato elaborato uno specifico Piano d’azione (Pan), che prevede azioni mirate alla protezione del consumatore, degli operatori agricoli e degli utilizzatori non professionali, alla protezione della popolazione, alla tutela dell’ambiente acquatico e delle acque potabili, alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi.
«Il Pan – aggiunge il ministro – è attualmente in fase di aggiornamento. Al riguardo sono stati attivati numerosi tavoli di confronto con i diversi portatori di interesse al fine di poter condividere le modifiche da apportare al Pan in vigore che dovranno assicurare una maggiore efficacia delle misure mirate ad un uso sempre più sostenibile dei prodotti fitosanitari. Il nuovo Pan svilupperà anche specifiche azioni finalizzate alla tutela delle api e degli impollinatori in generale». —
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