La ministra Bernini in visita alla Cimolai: atenei più attrattivi e internazionali

  Il presidente della holding: in vista importanti acquisizioni. In municipio si è parlato dell’offerta universitaria in città

Susanna Salvador
I ministri Bernini e Ciriani alla Cimolai
I ministri Bernini e Ciriani alla Cimolai

Due ministri, un’azienda che ha saputo tornare alla luce dopo un periodo buio, un telescopio nel deserto di Atacama che sarà il più grande strumento ottico e infrarosso del pianeta, e infine un tavolo che è servito non solo per parlare della Cimolai spa, ma anche del futuro della ricerca, della formazione e dell’università, senza scordare la crisi dell’Electrolux.

Sono i temi sortiti dall’incontro che si è tenuto sabato pomeriggio nella sede della stessa Cimolai, nella palazzina che la famiglia di imprenditori pordenonesi ha acquistato nel 2016 dalla multinazionale svedese, a pochi passi dallo stabilimento di Porcia, un tempo considerato un colosso mondiale del bianco.

A fare gli onori di casa l’ingegner Luigi Cimolai, presidente della Cimolai holding, l’ingegner Mario Sciarra presidente della Cimolai spa, e Kira De Pellegrin, presidente della realizzazione investimenti srl, che hanno accolto il ministro per l’Università e la ricerca Anna Maria Bernini e il ministro per i rapporti con il Parlamento, il pordenonese Luca Ciriani.

Un vertice durato poco più di un’ora e voluto da Bernini per conoscere da vicino la realtà che sta realizzando per l’Eso (European southern observatory), l’Elt, Extreme large telescope, protetto da una cupola rotante di acciaio di circa 6 mila tonnellate, 92 metri di diametro e 80 di altezza.

Un’opera gigantesca alla quale Cimolai fornisce le montature di due telescopi da 24 metri di diametro capaci di puntare qualsiasi zona del cielo in pochi secondi; il più importante appalto mai assegnato dall’Istituto nazionale di astrofisica. Un progetto grazie al quale l’industria pordenonese sale sul tetto del mondo.

Ciriani

Ciriani ha parlato della Cimolai e della sua brillante storia, ricordando il periodo di crisi dal quale è uscita. Poi un accenno al traguardo raggiunto, alla corona di Capitale della cultura che Pordenone indosserà nel 2027 «Questo è anche merito di famiglie come quella di Cimolai che negli anni hanno liberato dai bisogni della povertà e dall’immigrazione le nostre famiglie, hanno dato loro un lavoro e una prospettiva, hanno consentito loro di far studiare i figli e di farli diventare ingegneri, dottori, avvocati e anche intellettuali».

Ciriani ha parlato anche di Electrolux: «Lunedì a Roma abbiamo concluso un pre-accordo che speriamo di siglare entro ottobre. Avevamo di fronte un piano che prevedeva 1.700 esuberi e quindi la possibilità molto concreta che tutto il mondo dell’elettrodomestico in Italia chiudesse. O, peggio ancora, che i siti produttivi fossero venduti alla Cina. Grazie all’aiuto di tutti, è stata ottenuta una revisione totale che prevede solo uscite volontarie e incentivate in tre anni».

Cimolai

Luigi Cimolai ha illustrato i progetti futuri in corso, annunciando acquisizioni importanti delle quali per ora «scaramanticamente» non vuole dire di più. L’azienda è impostata sulla tecnologia e sui brevetti: sul telescopio ne sono stati fatti 18».

Bernini

Bernini ha palesato con le parole l’orgoglio e lo stupore per il telescopio che Cimolai sta costruendo in Cile. Non si è sottratta alle domande, a partire dal piano casa e studenti, con gli oltre 63 mila posti letto resi disponibili dal Governo, dei quali 30 mila attivi e i restanti entro il 2027: mille sono in Fvg, 866 realizzati.

Poi è toccato alla valorizzazione dei Conservatori di musica, «grazie a investimenti nell’edilizia e nel diritto allo studio, all’introduzione dei dottorati di ricerca finanziati con oltre 100 milioni, al rafforzamento di organici e docenti. E c’era un altro paradosso: in un settore dove gli studenti internazionali superano il 17% si rilasciavano diplomi. Oggi sono diventate lauree».

Quindi i bandi di ricerca triennali per 1,2 miliardi. Il ministro ha fornito i numeri che raccontano di 239 progetti finanziati con oltre 364 milioni e con valutazioni concluse in 4 mesi. «Un piano che introduce tempi certi. Abbiamo cambiato metodo per dare alla comunità scientifica italiana più certezze e opportunità. Sosteniamo la ricerca di base e rafforziamo la collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese.

Con un’attenzione particolare ai giovani ricercatori, ai quali è riservato il 15 % delle risorse dei bandi Prin e Pnrr hybrid». Infine la ricetta per il futuro degli atenei alle prese con il calo demografico. Sarà un mondo «sempre più internazionale. Il calo demografico è una sfida e un’occasione per rendere i nostri atenei ancora più aperti e attrattivi, capaci di accogliere studenti e ricercatori da tutto il mondo. Vogliamo università sempre più internazionali, capaci di richiamare talenti da ogni dove».

Il sindaco Alessandro Basso e la giunta hanno accolto in municipio Bernini, per illustrare il progetto di ampliamento dell’offerta universitaria in città. Un piano che punta a migliorare la qualità dei percorsi e la capacità di accogliere gli studenti. Un passo decisivo per costruire un sistema formativo vicino al mondo del lavoro e alle imprese. Bernini ha incontrato il segretario provinciale di Fi Andrea Cabibbo, Andrea Portaro (giovani), l’assessora Guglielmina Cucci.

 

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