La ministra Bernini in visita alla Cimolai: atenei più attrattivi e internazionali
Il presidente della holding: in vista importanti acquisizioni. In municipio si è parlato dell’offerta universitaria in città

Due ministri, un’azienda che ha saputo tornare alla luce dopo un periodo buio, un telescopio nel deserto di Atacama che sarà il più grande strumento ottico e infrarosso del pianeta, e infine un tavolo che è servito non solo per parlare della Cimolai spa, ma anche del futuro della ricerca, della formazione e dell’università, senza scordare la crisi dell’Electrolux.
Sono i temi sortiti dall’incontro che si è tenuto sabato pomeriggio nella sede della stessa Cimolai, nella palazzina che la famiglia di imprenditori pordenonesi ha acquistato nel 2016 dalla multinazionale svedese, a pochi passi dallo stabilimento di Porcia, un tempo considerato un colosso mondiale del bianco.
A fare gli onori di casa l’ingegner Luigi Cimolai, presidente della Cimolai holding, l’ingegner Mario Sciarra presidente della Cimolai spa, e Kira De Pellegrin, presidente della realizzazione investimenti srl, che hanno accolto il ministro per l’Università e la ricerca Anna Maria Bernini e il ministro per i rapporti con il Parlamento, il pordenonese Luca Ciriani.
Un vertice durato poco più di un’ora e voluto da Bernini per conoscere da vicino la realtà che sta realizzando per l’Eso (European southern observatory), l’Elt, Extreme large telescope, protetto da una cupola rotante di acciaio di circa 6 mila tonnellate, 92 metri di diametro e 80 di altezza.
Un’opera gigantesca alla quale Cimolai fornisce le montature di due telescopi da 24 metri di diametro capaci di puntare qualsiasi zona del cielo in pochi secondi; il più importante appalto mai assegnato dall’Istituto nazionale di astrofisica. Un progetto grazie al quale l’industria pordenonese sale sul tetto del mondo.
Ciriani
Ciriani ha parlato della Cimolai e della sua brillante storia, ricordando il periodo di crisi dal quale è uscita. Poi un accenno al traguardo raggiunto, alla corona di Capitale della cultura che Pordenone indosserà nel 2027 «Questo è anche merito di famiglie come quella di Cimolai che negli anni hanno liberato dai bisogni della povertà e dall’immigrazione le nostre famiglie, hanno dato loro un lavoro e una prospettiva, hanno consentito loro di far studiare i figli e di farli diventare ingegneri, dottori, avvocati e anche intellettuali».
Ciriani ha parlato anche di Electrolux: «Lunedì a Roma abbiamo concluso un pre-accordo che speriamo di siglare entro ottobre. Avevamo di fronte un piano che prevedeva 1.700 esuberi e quindi la possibilità molto concreta che tutto il mondo dell’elettrodomestico in Italia chiudesse. O, peggio ancora, che i siti produttivi fossero venduti alla Cina. Grazie all’aiuto di tutti, è stata ottenuta una revisione totale che prevede solo uscite volontarie e incentivate in tre anni».
Cimolai
Luigi Cimolai ha illustrato i progetti futuri in corso, annunciando acquisizioni importanti delle quali per ora «scaramanticamente» non vuole dire di più. L’azienda è impostata sulla tecnologia e sui brevetti: sul telescopio ne sono stati fatti 18».
Bernini
Bernini ha palesato con le parole l’orgoglio e lo stupore per il telescopio che Cimolai sta costruendo in Cile. Non si è sottratta alle domande, a partire dal piano casa e studenti, con gli oltre 63 mila posti letto resi disponibili dal Governo, dei quali 30 mila attivi e i restanti entro il 2027: mille sono in Fvg, 866 realizzati.
Poi è toccato alla valorizzazione dei Conservatori di musica, «grazie a investimenti nell’edilizia e nel diritto allo studio, all’introduzione dei dottorati di ricerca finanziati con oltre 100 milioni, al rafforzamento di organici e docenti. E c’era un altro paradosso: in un settore dove gli studenti internazionali superano il 17% si rilasciavano diplomi. Oggi sono diventate lauree».
Quindi i bandi di ricerca triennali per 1,2 miliardi. Il ministro ha fornito i numeri che raccontano di 239 progetti finanziati con oltre 364 milioni e con valutazioni concluse in 4 mesi. «Un piano che introduce tempi certi. Abbiamo cambiato metodo per dare alla comunità scientifica italiana più certezze e opportunità. Sosteniamo la ricerca di base e rafforziamo la collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese.
Con un’attenzione particolare ai giovani ricercatori, ai quali è riservato il 15 % delle risorse dei bandi Prin e Pnrr hybrid». Infine la ricetta per il futuro degli atenei alle prese con il calo demografico. Sarà un mondo «sempre più internazionale. Il calo demografico è una sfida e un’occasione per rendere i nostri atenei ancora più aperti e attrattivi, capaci di accogliere studenti e ricercatori da tutto il mondo. Vogliamo università sempre più internazionali, capaci di richiamare talenti da ogni dove».
Il sindaco Alessandro Basso e la giunta hanno accolto in municipio Bernini, per illustrare il progetto di ampliamento dell’offerta universitaria in città. Un piano che punta a migliorare la qualità dei percorsi e la capacità di accogliere gli studenti. Un passo decisivo per costruire un sistema formativo vicino al mondo del lavoro e alle imprese. Bernini ha incontrato il segretario provinciale di Fi Andrea Cabibbo, Andrea Portaro (giovani), l’assessora Guglielmina Cucci.
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