Maxifesta con droga: è polemica a Piancavallo

Musica alta, chiamati i carabinieri. Controlli in tre locali, segnalati assuntori. La replica: «Riempiti gli hotel, un migliaio di persone, ma qui non si può lavorare»

AVIANO. È polemica a Piancavallo all’indomani del mega-party di Snow sonic che ha richiamato nei locali della località sciistica, sabato sera, un migliaio di giovani da tutta Italia.

Alcuni villeggianti – quasi una decina le chiamate alla stazione dei carabinieri – non hanno gradito gli schiamazzi e il volume alto della musica (per la quale l’organizzazione aveva i relativi permessi) nonché dava loro fastidio lo schermo luminoso installato nei pressi dei chioschi.

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Il programma della serata prevedeva infatti una festa itinerante con dj set dalle 18 a mezzanotte alla baita La Genzianella, nei chioschetti all’esterno, quindi festa fino all’alba all’hotel Regina Elena e all’X bar.

Vista la grande affluenza alla manifestazione – che ha riempito, per tre giornate, gli hotel, i ristoranti e le piste di Piancavallo – una pattuglia dei carabinieri di Aviano è rimasta nelle vicinanze della baita. Verso le 23.30, nel timore che la situazione potesse degenerare e sfuggire di mano, visto che parecchie persone avevano alzato un po’ il gomito, sono stati chiesti rinforzi.

E sono arrivate altre tre pattuglie della compagnia di Sacile, ai comandi del capitano Grosseto. Il party itinerante è proseguito fino alle 5 del mattino, mentre i carabinieri procedevano ai controlli degli avventori, locale dopo locale.

Circa una decina di persone sono state trovate in possesso di droga (hascisc, cocaina, marijuana). Accompagnati in caserma, sono stati segnalati come assuntori alla Prefettura.

«Ci scusiamo e ci dispiace – il post pubblicato ieri dalla baita La Genzianella sulla pagina di Snow sonic su Facebook – per i disagi causati durante i party notturni ma purtroppo non sono dipesi dalla nostra volontà! Il party di chiusura (ieri dalle 14 alle 18, ndr) in Genzianella è sospeso!».

Sul versante dell’organizzazione si respira amarezza.

«Una volta l’anno che si riesce a portare gente a Piancavallo – osserva uno degli organizzatori, dietro garanzia d’anonimato – che altrimenti è una località morta, arrivano i carabinieri. La situazione era sotto controllo, ci siamo confrontati con i militari dell’Arma. Purtroppo la droga gira ovunque ormai, anche nei locali, ma i controlli hanno riguardato neanche una decina di avventori. Invece, a Piancavallo, abbiamo portato un migliaio di persone, con notevoli ricadute positive sull’indotto: è questo il risultato sul quale ci si dovrebbe soffermare, non su uno sparuto gruppo di sbandati che si contano sulle dita di due mani».

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