Maxi esercitazione militare, mattinata di boati e lamentele

Si sentono in mezza provincia di Pordenone. Si tratta di un addestramento con 5 nazioni coinvolte, pioggia di proteste sui social network

PORDENONE. Da una parte le forze armate e le loro necessità di procedere con le attività addestrative, dall'altra la popolazione alle prese con boati e finestre che tremano.

Due esigenze inconciliabili e un'altra mattinata di esercitazioni e proteste, in questo martedì 29 novembre, a Pordenone e in gran parte della provincia.

I boati, durati tutta la mattinata, sono stati distintamente uditi a a Pordenone, a Cordenons, Porcia, San Quirino, Fiume Veneto, San Vito al Tagliamento e in molte altre località, in special modo quelle vicino ai magredi, consueto teatro delle esercitazioni.

In questa circostanza non è coinvolta la Brigata Ariete, impegnata in questi giorni in un addestramento in Sardegna.

Si tratta, invece, di una maxi esercitazione intereuropea, European Wind, che coinvolge tutto il Friuli Venezia Giulia. Vi partecipano militari di cinque nazioni: Italia con gli alpini della Brigata Julia, Austria, Ungheria, Croazia e Slovenia.

L'attività si svolge, in queste ore, a Osoppo, Venzone, Artegna e sui greti dei fiumi Cellina e Meduna ed è proprio quest'ultima parte che determina i boati nella provincia di Pordenone.

L' European Wind 2016 ha come scopo il raggiungimento della piena capacità operativa del Battle Group europeo, forza militare di intervento rapido a disposizione dell'Unione Europea per essere impiegata in eventuali Teatri di crisi internazionale già a partire dal prossimo mese di gennaio.

E' cominciata il 21 novembre, impiega oltre 1.500 uomini ed è destinata a durare fino al 2 dicembre.

Il primo dicembre sono anche attesi in Friuli Venezia Giulia, a Venzone, i capi di stato maggiore degli eseciti delle cinque nazioni coinvolte.

Dall'Esercito, per ora, nessun comunicato ufficiale circa l'attività compiuta nello specifico questa mattina (l'esercitazione nel suo complesso era stata, invece, più volte annunciata), mentre piovono le proteste sui social network.

Sono situazioni che accadono periodicamente da decine di anni, ma a ogni occasione, per chi si trova a subirne i disagi, è come fosse la prima volta, a giudicare almeno dal tenore e dall'intensità delle proteste postate dai cittadini.

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