Galeotta fu la Provincia: Emanuele Loperfido ed Elisa Coassin sposi “bipartisan”
Lui parlamentare di FdI, lei medico e assessore civico: il "sì" il 30 maggio nell'Abbazia benedettina. Dalle bordate tra i banchi dell'opposizione all'anello di Tiffany

Lui è parlamentare e presidente di Fratelli d’Italia della provincia di Pordenone, lei dirigente medica, responsabile dell’Area giovani del Cro di Aviano e assessore comunale a Sesto al Reghena, da sempre con un’anima civica. Emanuele Loperfido ed Elisa Coassin sono una coppia molto conosciuta e ammirata nel panorama politico provinciale e, dopo alcuni anni di vita insieme hanno deciso di compiere il grande passo: il 30 maggio si sposeranno nell’Abbazia di Sesto al Reghena davanti ad amici e parenti.
Come in tutte le favole che si rispettino, domanda di rito di lui con anello «comprato da Tiffany a New York, ma non scrivete che mi sono inginocchiato o sono finito» ci raccomanda. Ma siccome conosciamo la sua sportività – non solo quella che manifesta nel tifo per l’amato Pordenone calcio – sappiamo che sorriderà.
E pensare che il primo incontro tra i due – di cui siamo testimoni oculari – è avvenuto non proprio in un terreno facile: quello della Provincia “di transizione”, prima della soppressione dell’ente.
Elisa Coassin all’epoca era assessore provinciale con la giunta di centrosinistra guidata da Claudio Pedrotti ed Emanuele Loperfido, esponente della destra, all’opposizione, anche in Comune. Alla futura sposa – a pensarci oggi vien da sorridere – lui non risparmiava bordate dai banchi della minoranza. Ma il tempo è galantuomo e come recita il vecchio adagio, chi disprezza compra. Battute a parte, la politica in casa Loperfido-Coassin, resta una grande passione da vivere con serietà, impegno, apertura mentale e rispetto della diversità di idee, per cui anche il giorno delle nozze ci saranno amici e parenti di tutti i colori politici, nel segno di una trasversalità bipartisan. Unico vero collante: l’affetto e la stima per Elisa ed Emanuele.
Anche i celebranti saranno più d’uno: l’abate di Sesto al Reghena, padrone di casa, il parroco di Bagnarola e quello del Sacro cuore, quartiere in cui la coppia vive. E per mettere d’accordo tutti – familiari e amici (tanti, tantissimi) – due testimoni per lei e due per lui. Dopo la cerimonia, ricevimento nel castello del borgo delle spose, Valvasone Arzene. Che dire, tanta felicità agli sposi.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








