Mascherine consegnate anche agli edicolanti: «Attese oltre un mese»

UDINE. Hanno continuato a lavorare dietro al bancone dell’edicola fin dallo scoppio dell’epidemia e le hanno attese per oltre cinquanta giorni e ora, finalmente, sono arrivate: grazie al Sindacato nazionale autonomo giornalai (Snag), ieri sono state consegnate mascherine a tutte le rivendite di quotidiani e periodici della regione.
«Siamo riusciti a far distribuire 12 mila mascherine offerte dalla Protezione civile su nostra specifica richiesta alla Regione – spiega Fabio Callegher, vicepresidente nazionale Snag, che ringrazia Regione Dispe –. Riteniamo che gli edicolanti, che sono in prima linea per garantire un servizio essenziale ai cittadini, in questi giorni stiano facendo uno sforzo eccezionale per garantire il diritto all’informazione esponendosi a rischi notevoli». E Daniele Zulian, rappresentante Snag Udine, specifica: «A nostra volta abbiamo offerto alla Protezione civile la disponibilità della rete delle edicole per l’eventuale distribuzione delle mascherine».
C’è chi vende più riviste di enigmistica e chi si è inventato le consegne a domicilio per gli anziani, chi continua a lavorare con la clientela del borgo fidelizzata da anni e chi, invece, conta vendite dimezzate. Ma, in città, gli edicolanti non si arrendono, nonostante siano in balia del Covid-19. «Un bel segnale di supporto – commenta Stefano Michelutti dell’edicola di via Monte Grappa –. Abbiamo chiesto le mascherine a lungo». «Le attendevamo da oltre un mese, siamo parecchio esposti – dice Stefano Osso, dell’edicola di via Grazzano –. In più, purtroppo, le vendite sono più che dimezzate».
Ad aver registrato un calo del lavoro è anche Pietro Gasparini dell’edicola di piazza XX settembre: «Qua in centro ci sono poche abitazioni e in questo periodo passano in pochi». E Antonio Di Gennaro, dell’edicola di Largo dei Pecile, aggiunge: «Vendo un po’ meno ma almeno sono arrivate le mascherine, ormai ci siamo quasi abituati alle misure per evitare il contagio».
Inoltre, la minore affluenza di visite in ospedale si riflette anche sull’edicola di via Colugna: «La clientela abituale c’è, ma manca il passaggio di quanti andavano in ospedale» spiega Ezio Pauluzzi. E anche Andrea Pertot, dell’edicola di via Volontari della Libertà, dice: «Le vendite rimangono nella media, c’è meno via vai di persone, ma la gente, rimanendo più a casa, legge di più». E ad affermare che il lavoro è «completamente mutato» è Costantino Bacchetti dell’edicola in via Gemona, che spiega: «Al mattino c’è la fila, mentre il pomeriggio coprifuoco totale».
Nonostante l’arresto delle consegne dei giornali a bar e uffici, per qualcuno le vendite contano, a fine giornata, segno positivo: «Stiamo lavorando abbastanza bene, vendiamo più quotidiani» conclude Stefano Sbisà dell’edicola di via Veneto, a Cussignacco.
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