Marchi sull’aeroporto: «Non mi aspetto più l’alleanza con Trieste»

Il presidente dello scalo di Venezia deluso dalla Regione. «Ne parliamo da anni e nulla di concreto è sul mio tavolo»
Bonaventura Monfalcone-07.05.2015 Conferenza stampa Ryanair-Aeroporto-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-07.05.2015 Conferenza stampa Ryanair-Aeroporto-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

VENEZIA. «Ronchi dei Legionari è uscito dal raggio di azione del nostro radar». Il presidente della Save, Enrico Marchi, liquida con poche parole e con un’affermazione che lascia poco spazio alle interpretazioni, quella che, secondo molti, era la strada obbligata per l’affermazione del sistema aeroportuale del Nordest italiano.

Vale a dire l’alleanza tra il colosso Venezia e lo scricciolo Ronchi dei Legionari. Di recente, alla presidenza dello scalo del Friuli Venezia Giulia, si è insediato Antonio Marano ed è naturale chiedere al numero uno di Save che cosa si aspetti da questo nuovo corso.

«Sono 15 anni che aspetto qualcosa – prosegue Marchi – e, con sincerità, non mi aspetto più nulla. Tutto ciò che viene è un qualcosa di più che, come ho sempre ho fatto, analizzerò e valuterò a dovere. Ma, come ho detto, non mi aspetto più nulla di buono, ne abbiamo parlato tante e tante volte e non si è mai deciso qualcosa di concreto. Preferisco – aggiunge Marchi – concentrarmi sulla grande crescita di Venezia e sulle possibilità che ci vengono offerte da Treviso, Verona e Brescia. Ronchi dei Legionari, a questo punto, potrebbe non far più parte dei nostri piani».

Una sorta di pietra tombale su un “matrimonio” del quale si parla ormai da almeno dieci anni. Questo settore, Marchi lo ha detto molte volte e lo ha dimostrato “inglobando” in Save gli altri scali veneti, ha bisogno di integrazioni, di sinergie e di collaborazioni strette per dare risposte al territorio e all’utenza.

«Una strada obbligata – aveva detto Marchi nel 2010 – e, come ho già avuto modo di dire in tante altre occasioni, tutti possiamo trarne vantaggio». Già nel 2004, però, sembrava cosa fatta. Marchi ne aveva parlato con l’allora presidente Elio De Anna, ma fu l’ennesimo fuoco di paglia. Che si ripetè anche negli anni passati.

«Noi siamo qui, siamo pronti – aveva detto sempre Marchi nel 2007 parlando con l’allora presidente Giorgio Brandolin – e stiamo aspettando da tempo che ai nostri segnali di apertura ci possa essere una risposta. Chiamateci, dunque, quando avrete risolto i vostri problemi».

Ma c’era in ballo la gestione quarantennale. Da allora il “Marco Polo” ha aperto i suoi orizzonti, ha ampliato il raggio d’azione e anche i passeggeri. Ha chiuso il 2014 con 8 milioni e 475 mila passeggeri, a quali si sono aggiunti i 2 milioni 248 mila di Treviso. Ronchi dei Legionari si è fermato invece a quota 740 mila, tra mille difficoltà e tante polemiche che hanno contrassegnato gli ultimi mesi di presidenza di Sergio Dressi, in scontro aperto con la presidente Debora Serracchiani.

Nel frattempo il “Marco Polo” di Marchi ha fatto esordire ieri una nuova compagnia aerea. United Airlines ha avviato i voli giornalieri non stop tra Venezia e il suo hub di New York, Newark Liberty International Airport.

La compagnia aerea opererà su quella destinazione fino al 24 settembre, in concorrenza con Delta che vola su JFK. Il volo parte tutti i giorni alle 10.55, con arrivo a New York alle 14.25 dello stesso giorno. Il ritorno da è fissato tutti i giorni alle 18.45, con arrivo a Venezia alle 9.05 del giorno successivo.

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