Maltempo nel Pordenonese, l’agricoltura è in ginocchio

PORDENONE. «Un’annata da brividi». Le temperature rigide di questi giorni non tardano a caratterizzare la primavera 2013, la più piovosa degli ultimi 25 anni, con un andamento meteorologico che non giova all’agricoltura. L’alternanza di siccità e forti acquazzoni, con qualche grandinata nel mezzo, con cali repentini delle temperature, sta creando diversi problemi ai produttori. «I grandi sbalzi di temperature non giovano alle colture - spiega Cesare Bertoia, presidente della Coldiretti provinciale -, nè ai seminativi, nè ai furtteti».
Il mais è in ritardo e il clima freddo-umido potrebbe favorire la proliferazione di muffe che influiscono in negativo sulla qualità del prodotto «da qui - rimarca Bertoia - la grande attenzione che deve essere riservata alla gestione fitosanitaria degli impianti».
Anche i frutteti sono in ritardo, e l’assenza di caldo non favorisce certo la maturazione delle mele o dei kiwi o dell’uva. Altra questione spinosa. In Veneto è già allarme per il Prosecco dove le grandinate delle settimane scorse hanno inflitto pesanti “batoste” ai vigneti che possono pregiudicare quantità e qualità della vendemmia e, quindi, del vino d’autunno. Inoltre le piogge frequenti “lavano” i trattamenti richiesti dalle viti in questo periodo per la lotta a particolari e pericolosi parassiti, con il rischio di esporre i vigneti agli attacchi di malattie, e incrementando i costi.
E’ vero, l’agricoltura da sempre è esposta ai capricci del tempo che possono esaltare o vanificare il lavoro e gli investimenti di un anno intero. «Maggio nelle nostre zone è sempre stato il mese più piovoso dell’anno - ricorda il presidente di Coldiretti -, il punto è che ce ne siamo dimenticati dopo anni di caldo anche eccessivo».
Peccato non si possa “accumulare” l’eccesso di acqua caduta fino ad ora per affrontare con più calma l’estate che arriverà, nel malaugurato caso in cui dovesse essere siccitosa, e quindi con piogge insufficienti a garantire l’approvvigionamento idrico necessario alle piante.
Il tempo bizzoso ha creato difficoltà anche alle imprese agricole che si dedicano all’orticoltura o a quelle che destinano campi a erba per recuperare foraggio per il bestiame. Troppa acqua e poco sole impediscono, infatti, gli sfalci e il magazzinaggio. L’alternativa è l’acquisto, con un aumento di costi per le aziende già penalizzate dai prezzi troppo bassi con cui riescono a piazzare i propri prodotti sul mercato. Quanto poco il clima giovi all’agricoltura, lo dimostrano anche i prezzi dei prodotti “nostrani” al supermercato o dal fruttivendolo.
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