Malati di gioco in aumento anche tra i giovanissimi

Al Sert in cura pure tre neomaggiorenni: da gennaio 62 i nuovi casi Intanto i Comuni devono adempiere all’inasprimento della norma regionale
Ludopatia o malattia da gioco, una dipendenza che anche nel Friuli occidentale ha pesanti ricadute su chi ne è affetto e sulle famiglie, che spesso non sanno come aiutare i propri cari.


Spesso, infatti il Gap (Gioco d’azzardo patologico) porta alla depressione, talvolta in forme molto invalidanti. Per questo, da alcuni anni i “malati” di slot machine, scommesse e gratta e vinci vengono presi in carico dai Sert, il servizio di cura delle tossicodipendenze. Attualmente nella Destra Tagliamento sono seguite 122 persone, tra il 2009 e lo scorso anno erano 596, ma questi sono i dati relativi ai casi conosciuti, cui si deve aggiungere il sommerso. Che, secondo il Ministero della Salute, su scala nazionale potrebbe essere compreso tra lo 0,5 e il 2,2 per cento della popolazione. Il trend è in aumento, il che acuisce ulteriormente la pericolosità della ludopatia. In relazione a quest’ anno, sono 62 i nuovi utenti, 46 quelli che proseguono la cura dagli anni precedenti e 14 i riammessi, ovvero coloro i quali hanno avuto una ricaduta.


Per quanto concerne le fasce d'età, sono tre i malati con meno di 19 anni, numero identico a quello tra i 20 e i 24, mentre tra i 25 e i 29 anni i malati di azzardo nel Pordenonese sono sei. Dieci quelli compresi tra i 30 e i 34 anni, 12 tra i 35 e i 39, 22 tra i 40 e i 44, 66 quelli di età superiore. Cifre elevate, che hanno portato il governo ad adottare misure restrittive nei confronti dei concessionari dei videopoker, in modo da limitarne l’utilizzo e, si spera, i pesanti danni che possono arrecare. Non solo il governo, ma anche la Regione, lo scorso luglio, ha varato un provvedimento molto duro per regolamentare il settore: i Comuni del Friuli Venezia Giulia devono recepire la norma entro fine anno e mettere dei limiti di orario alle sale da gioco. C’e chi lo ha già fatto, ad esempio Azzano Decimo, chi non ha ancora proceduto ha ancora poco tempo per adempiere a quanto contenuto nella legge. Insomma, anche le istituzioni si sono rese conto della pericolosità del fenomeno e del suo inasprirsi e hanno messo in campo una serie di azioni.


Basteranno? Lo dirà il tempo, il dato di fatto è rappresentato dall’inferno in cui entra chi si ammala di Gap: alle volte basta poco, ad esempio una vincita casuale, e si rischia di entrare in una spirale di dolore e sofferenza. Servirebbe, oltre alla repressione, anche una sensibilizzazione preventiva, ma su questo versante è lecito dire che il Paese è ancora in alto mare. Lo certifica, tra le varie cose, la massiccia pubblicità, soprattutto televisiva, di gratta e vinci, scommesse e gioco d’azzardo on line.


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