Malata di sclerosi compie l’impresa: maratonina in sei ore FOTO 1 - FOTO 2 - FOTO 3 - FOTO 4 - FOTO 5 - FOTO 6 - FOTO 7 - VIDEO 1 -VIDEO 2

Udine, ma all’arrivo non c’era più nessuno ad attenderla. Un’altra atleta le dona la medaglia. Una festa per rimediare
Udine 22 settembre 2013 Maratonina di Udine. © Foto Petrussi Foto Press / Ferraro Simone
Udine 22 settembre 2013 Maratonina di Udine. © Foto Petrussi Foto Press / Ferraro Simone

UDINE. Ha impiegato sei ore e mezza abbondanti. Ma i 21 chilometri e 97 metri li ha percorsi tutti, a tratti un po’ correndo a tratti appoggiandosi alle “racchette”, fedeli compagne di viaggio di questa impresa per lei davvero non facile.

Silvia Furlani, 53 anni, l’udinese affetta da sclerosi multipla non nuova alle sfide sportive di questo genere (negli anni ha compiuto, tra l’altro, una traversata in solitaria nel deserto del Sahara, si è gettata con il parapendio e ha affrontato anche una gara di nuoto per solidarietà), pensava e sperava che almeno un addetto alla sicurezza, o l’ultimo dell’organizzazione, ci fosse a fine gara, ad attenderla.

Lungo il percorso, come ha raccontato ieri, non si è arresa neanche quando il dolore è stato più forte. «Ho pensato - ci ha detto Silvia Furlani - che dovevo tagliare la linea dell’arrivo. Che dovevo farlo per me. E anche per la mia omonima, Silvia Gobbato, ammazzata martedì scorso lungo l’ippovia. Anche lei voleva correre domenica. Ma non nascondo che ho percorso tutti i 21 chilometri e oltre anche pensando a quella medaglia. Era un po’ il simbolo di una battaglia vinta, per me e per l’altra Silvia».

E invece quella medaglia alla fine l’ha ricevuta da un’altra atleta, che ha assistito al suo arrivo, verso le 16 di domenica, e non ha resistito. Vedendo Silvia Furlani lì, accasciata sui gradini di piazza Libertà, ma senza nessuno dell’organizzazione attorno, l’altra atleta si è sfilata la medaglia dal collo e gliel’ha consegnata.

Un gesto che ha commosso anche chi ha spronato e accompagnato Silvia Furlani negli ultimi metri della gara, ovviamente terminata ampiamente oltre qualsiasi tempo massimo, e che ha colpito profondamente pure un’agente della polizia municipale, presente in piazza.

Da parte degli organizzatori è già arrivato, comunque, ieri mattina un invito in qualche modo “riparatorio”. «Abbiamo invitato Silvia Furlani - spiega Paolo Bordon, presidente dell’Associazione Maratonina udinese - in sala Aiace il 12 ottobre per la consegna ufficiale dei vari premi. Non solo. Io stesso le ho inviato un messaggino di congratulazioni domenica pomeriggio quando mi ha avvisato di essere riuscita a completare la gara. E, al momento dell’iscrizione, le abbiamo subito chiarito che era nostra gradita ospite venendole incontro anche per qualche documento burocratico. Purtroppo, anche tecnicamente, la gara agonistica non può restare aperta oltre un certo limite. E poi dovevamo smantellare tutto e restituire vie e piazze alla città. Ma il 12 ottobre celebreremo anche Silvia Furlani, che già in passato ha dimostrato grande forza e determinazione, usando proprio la corsa per combattere una terribile malattia qual è la sclerosi multipla».

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