Mai un tempo così brutto in Friuli da 25 anni FOTO 1 - 2
UDINE. Non è stato tanto il freddo (il 17 maggio di un anno fa era andata molto peggio). E non è stata nemmeno la pioggia (nel 2010 i rovesci sono stati ancora più abbondanti). Ma ieri in ogni caso è stata la giornata più brutta, meteorologicamente parlando, degli ultimi 25 anni in Friuli. E questo grazie a una combinazione di vari fattori.
Vento, pioggia, temperature minime e neve a una quota davvero bassa (poco meno di 800 metri). I tecnici previsori dell’Osmer-Arpa, dati alla mano, ne sono infatti certi: la giornata di ieri è stato sicuramente rilevante per la somma delle situazioni negative registrate e non certamente non per un unico dato.
Ed è tornata la neve. Una precipitazione intensa mattina, dalle 5 fino al primo pomeriggio, in tutto il comprensorio del Tarvisiano e di Sella Nevea. Nella località alle pendici del Canin il manto nevoso ha raggiunto i 20 centimetri di altezza, tant'è che per assicurare la viabilità della strada provinciale sono usciti i mezzi di sgombero. Più abbondante la nevicata sull'altopiano delle malghe del Montasio. Invece al Rifugio Gilberti lo spessore ha raggiunto il mezzo metro. Sella Nevea, comunque, è stata sempre perfettamente raggiungibile sia dal versante di Chiusaforte che da quello di Tarvisio.
La neve ha anche imbiancato gli abitati di Cave del Predil, Fusine (ai Laghi la neve ha creato un ambiente invernale) Camporosso e Valbruna, mentre negli altri paesi della Valcanale, Ugovizza e Malborghetto e giù fino a Pontebba, come nel capoluogo di Tarvisio, seppure i fiocchi di neve siano caduti per diverse ore anche in centro, la neve ha attecchito sul terreno solo fino al limitare dei boschi.
Non così in Val Saisera, sui versanti nord dei gruppi di Jof Fuart e Montasio, lì s'è accumulato un spessore di una decina di centimetri e sopratutto al Santuario di Monte Lussari che, è stato “incappucciato” da una abbondante nevicata di quasi mezzo metro di neve. Non si sono registrati, infine, problemi alla viabilità nei centri abitati, come sulle strade internazionali della Ss13 e dell'autostrada Alpe Adria.
Anche tutti i paesi carnici dai 600 metri di quota in su, si sono risvegliati salutati da una fitta e abbondante nevicata. Nessun grosso problema per gli abitanti, già abituati da questo lungo inverno che non pare voler terminare mai.
Nonostante la norma per la circolazione sulle autostrade preveda l’uso obbligatorio dei pneumatici termici o delle catene da neve a bordo, molti automobilisti residenti nei comuni alpini non avevano ancora attrezzato le loro automobili con i dispositivi estivi.
Neve su tutti i passi montani, tutti percorribili anche se qualche disagio è stato segnalato nella parte veneta del Passo della Mauria, dove i cm di neve erano oltre 20, nella mattinata volontari della protezione civile sono intervenuti per sgomberare la strada da alcuni alberi abbattuti dal peso della neve. Ben 15 i cm a Sauris, 5 a Forni di Sopra, dove per brevi tratti nella mattinata si sono avute interruzioni di energia elettrica. Qui i volontari dei vigili del fuoco sono intervenuti a spegnere l’incendio di una canna fumaria. Neve anche sull’altopiano di Lauco, spazzata via nel pomeriggio dalle piogge. Danni alle colture, già messe a dimora nei campi e negli orti.
Tornando alle cifre. Per quanto riguarda le temperature, ieri la colonnina di mercurio, a Udine, è scesa fino a 8 gradi, ma poi la media si è attestata sui 12/13 gradi. Nel 1997 e nel 1991 la media era invece stata di 10 gradi, con punti minime di 6. Mentre un anno fa, tra il 16 e il 17 maggio si erano addirittura registrati 3 gradi (alle 4 del mattino), dopo una giornata con una media di 9 gradi e punte già minime di 6 gradi.
Per quanto riguarda invece le precipitazioni, questo maggio 2013 non è stato peggiore (per ora) di molti altri. Fino ad oggi, dall’inizio del mese sono caduti 187 millimetri, che molto probabilmente arriveranno a quota 240 entro la fine del mese visto che le revisioni comunque restano instabili. Anche in questo caso, secondo gli esperti, si tratta di cifre assolutamente nella media, di una stagione comunque particolarmente “umida”. A parte aprile e la prima parte di gennaio, in questo 2013, tutti i mesi hanno registrato un tasso di piovosità molto alto.
Nel 2010 era andata anche peggio, comunque, soprattutto nel corso del mese di maggio, quando i millimetri caduti in alcune parti del Medio Friuli e del Collinare erano stati ben 300.
Dopo la giornata ancora fortemente instabile di oggi, per i prossimi giorni, a iniziare da domani le condizioni meteo dovrebbero garantire maggiori schiarite, anche se la situazione migliorerà in modo molto lento.
Anche le temperature inizieranno a risalire. Ma si assesteranno sempre su una media molto bassa, non superando come massina i 20/22 gradi.
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