Ma Moser li difende: «Usiamo il buon senso»

UDINE. Quando correva era semplicemente lo “Sceriffo”. Non per le multe che dava alle bici senza campanello, ma perchè in gruppo era l’assoluto dominatore. Senza il suo consenso nemmeno una fuga poteva andar via. Immaginarlo Francesco Moser, 63 anni, che proprio quest’anno festeggia il ventennale di Record dell’ora, Sanremo e Giro d’Italia, a correre su una bici col campanello è impossibile. «Infatti - spiega - non lo monterò mai sulla bicicletta da corsa il campanello». Però invita tutti, vigili urbani compresi, a utilizzare il buon senso nel comminare le sanzioni, anche sull’utilizzo delle piste ciclabili. «I ciclisti le devono percorrere anche per allenarsi, soltanto che a volte questi tracciati sono carichi di insidie e per un cicloamatore in allenamento non può essere un problema schivare continuamente altri ciclisti o pedoni». Poi Moser apre il libro dei ricordi con un gustoso aneddoto. «Nel 1986 mi stavo scaldando per prendere il via alla Chilometro del corso di Mestre - ricorda - avevo già il numero sulla schiena, sono passato con il semaforo rosso a 50 all’ora e mi hanno multato identificandomi grazie al numero di gara che avevo sulla schiena». Nessuno sconto quindi a quello che era ancora il più forte corridore italiano in circolazione.
Campanello sulla bici e uso delle piste ciclabili? Alessandro De Marchi, il professionista di Buja che nel 2015 correrà per la Bmc, non ha dubbi: «Multare i cicloturisti perchè non hanno il campanello sulla bici è assurdo: le forze dell’ordine dovrebbero piuttosto sanzionare chi sulla strada, e noi corridori li vediamo ogni giorno, si comporta in modo assurdo in auto». «E poi il campanello a cosa dovrebbe servire?», continua il ciclista professionista. Che punta il dito anche sullo stato delle piste ciclabili in Italia: «Sono piene di deviazioni, intersezioni, stop, interruzioni: così è impossibile per un corridore allenarsi. Altra cosa accade nel Nord Europa: là davvero le ciclabili sono porti sicuri per i ciclisti, tanto che noi professionisti le utilizziamo abitualmente per i nostri allenamenti». (a.s.)
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