Lutto nel mondo del calcio Fvg: addio all’ex presidente Mario Martini

È stato i massimo dirigente della Figc regionale, portò in televisione commenti e risultati: aveva 87 anni, i familiari lo saluteranno in forma strettamente privata

Anna Rosso
Mario Martini è stato a lungo il riferimento del movimento calcistico in Friuli Venezia Giulia
Mario Martini è stato a lungo il riferimento del movimento calcistico in Friuli Venezia Giulia

Un uomo che ha segnato la storia del calcio del Friuli Venezia Giulia. Mario Martini, a lungo presidente della Figc regionale, è mancato all’età di 87 anni. Conosciuto e stimato soprattutto per le innovazioni che ha saputo introdurre, è ricordato anche per essere stato tra i primi a portare in televisione risultati e commenti già negli anni Ottanta. Dopo essere entrato nel comitato provinciale di Udine, era poi salito a livello regionale prima come vicesegretario, consigliere e per dodici anni presidente. La conclusione della sua esperienza è stata da capo delegazione delle nazionali azzurre giovanili.

Una ventina di anni fa, nel 2005, Mario Martini era stato nominato presidente onorario del comitato regionale della Federcalcio regionale. Un riconoscimento meritato, visti i 35 anni dedicati dal dirigente udinese al mondo del calcio dilettantistico regionale.

Mario Martini durante una premiazione
Mario Martini durante una premiazione

La sua carriera era cominciata nel 1970 come segretario del comitato provinciale di Udine, carica lasciata nel 1976 in seguito alla chiamata da parte dell’ex presidente regionale, Diego Meroi, che lo nominò vicesegretario regionale, addetto stampa e segretario della commissione disciplinare. Incarichi che Martini ha ricoperto fino al 1987, anno in cui fu prima eletto consigliere e poi, nel giugno del 1992, presidente del calcio dilettantistico regionale.

«Le sue condizioni di salute negli ultimi giorni erano peggiorate – racconta la figlia Donatella – è mancato venerdì sera. È stato a casa fino all’ultimo, come da suo desiderio, anche a guardare le partite di calcio. E noi gli siamo rimasti sempre accanto. Aveva costantemente intesta tutte le cose del suo mondo, del calcio dilettanti e ogni mattina, seduto sulla sua poltrona, leggeva il Messaggero Veneto. Il calcio per lui era stato prima una grande passione e poi un mestiere, come dirigente. In tutti questi anni, ha visto cambiare il mondo calcio ed è stato artefice di molte rivoluzioni. Ricordo mio padre come esempio di correttezza e onestà, due valori che mi porterò sempre dentro».

«Fu lui – sono le parole di Renzo Burelli, che fu suo successore – a farmi entrare in Federcalcio quando ho lasciato il mio impegno all’Unione sportiva Pro Fagagna. Mi disse che mi voleva in squadra e mi portò nel direttivo. Era un grande lavoratore e un innovatore, ha realizzato diverse iniziative interessanti per un calcio migliore. Ha dato molto a tutto il mondo del calcio, che ha saputo svecchiare».

«È stato un amico e compagno di viaggio – dichiara il giornalista Paolo Cautero – abbiamo condiviso tanti momenti di calcio e di sport e abbiamo lavorato assieme con reciproco rispetto. Forte della sua esperienza nella gestione di una grande azienda di autotrasporti, aveva grandi doti organizzative».

L’ultimo saluto a Mario Marini – che oltre alla moglie Giannina e alla figlia Donatella, che lui amava chiamare Kikki, lascia tutti gli altri parenti e gli amici – sarà reso in forma strettamente privata.

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