«L’Uti gestisca la statua di Massimiliano»
CORMONS. «La statua di Massimiliano dovrebbe essere gestita dall’Uti: crediamo sia giusto che i siti di interesse architettonico e culturale di proprietà provinciale passino in mano al nuovo ente territoriale intermedio».
Il sindaco Luciano Patat ribadisce il concetto dopo la notizia che la statua dell'imperatore amatissimo dai cormonesi diventerà di proprietà dei Comuni di Gorizia e Monfalcone se il piano-Gherghetta in merito diventerà operativo. Un’ipotesi a cui però si oppone il sindaco Patat: «Sin da subito su tutta la questione delle proprietà museali e culturali provinciali siamo stati dell’idea che a prendersene carico sarebbero dovute essere le Uti, ossia i nuovi enti intermedi - specifica Patat - . D’altronde non capiamo perché su molti altri settori, dalla polizia municipale ai tributi per citare solo due dei tanti esempi, si procederà ad unire le forze sotto un’unica regia territoriale, mentre su un argomento così importante e veramente interesse di tutti, i beni storico-architettonici, non sia possibile fare altrettanto. Crediamo che sia davvero illogico che tutto passi nelle mani di due Comuni soli: e riteniamo altrettanto insensato che a gestire la proprietà di un monumento caratterizzante di una comunità specifica come Cormons siano delle municipalità assolutamente degne e a noi vicine, ma che nulla hanno a che fare con Massimiliano I, la sua statua e ciò che essa rappresenta per noi cormonesi. Ad ogni modo una rassicurazione a tutti i miei concittadini voglio farla: il manufatto non si muoverà mai da Cormons, questo è certo. La sua manutenzione? Anche questo è un argomento su cui dovremo dibattere: sulla questione insomma ci sono in generale ancora troppi nodi da sciogliere». Sul dibattito relativo al futuro della rappresentazione del sovrano asburgico che dal 1981 trova spazio in largo Scrosoppi si inserisce anche Giovanni Battista Panzera, che fu artefice del ritorno a Cormons della statua 35 anni fa: «Non capisco perché debba passare in mano a Gorizia e Monfalcone - dice - lancio una proposta in merito: perché non creare un consorzio di Comuni che si occupi della gestione di questi beni cari alla comunità locale?». E ricorda: «Nel 1981 mi recai al Ministero della Cultura a Roma nella mia qualità di assessore per ottenere il trasferimento del monumento e l’ok al suo posizionamento».
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