L’“ospedale” per gli animali selvatici FOTO - VIDEO

CAMPOFORMIDO. La salvezza di tanti animali selvatici feriti o abbandonati ha un nome e un indirizzo: è via San Daniele a Campoformido. E’ in questa piccola strada a ridosso delle campagne che da oltre quindici anni un artigiano con la vocazione dello zoologo e uno sconfinato amore per la natura e le sue creature gestisce, in convenzione con la Provincia, il centro per ilrecupero della fauna selvatica.
Maurizio Zuliani, elettricista, solo nel 2012 ha accolto 738 animali piccoli e grandi , ciascuno dei quali aveva qualche problema: quelli a cui era andata meglio erano stati soltanto “abbandonati” (o così ha ritenuto chi li ha raccolti e portati a Campoformido), quelli ai quali era andata peggio avevano arti fratturati, traumi al capo, malattie o erano riusciti a sopravvivere, benchè feriti, alle doppiette.
Moltissimi sono stati raccolti lungo le strade, dove la loro corsa (o il volo) ha incrociato disgraziatamente quella di un’auto o un camion.
«Nel 2012 oltre 250 caprioli - racconta Zuliani - sono finiti contro le auto in provincia di Udine». Il dato colpisce e fa capire quanto popolati siano, nonostante tutto, i boschi e le campagne che ci circondano. Una visita al “rifugio” è un’esperienza che non può lasciare indifferenti: «I primi venti ospiti li ho accolti - racconta Zuliani - quando il maestro Morassutti di Varmo, che mi ha preceduto in questo ruolo, non ha potuto più tenerli. Tra loro c’era anche un’aquila, aveva quarant’anni ed era infestata da parassiti che non si riusciva a debellare».
Da allora anno dopo anno il centro si è ampliato, accogliendo rapaci, ungulati, cinghiali, uccelli di palude, lepri e caprioli, tartarughe, ma anche animali domestici che qualcuno non voleva più.
Zuliani, che nell’accudimento di tutte queste creature ha l’aiuto indispensabile di sua moglie Liviana e di un amico, Paolo, non ha mai saputo dire di no. Ogni trovatello è stato accolto. Ecco allora che tra le voliere spunta un attempato furetto albino completamente cieco: Maurizio lo fa uscire dalla sua “casetta” e lo lascia girare, seguendolo con attenzione; anni fa anche un procione ha trovato accoglienza qui, e sono numerosi pure i conigli da compagnia che gironzolano tra i caprioli e lo oche del Danubio.
Su tutti vigila - incredibile ma vero - Nefertari, la fedele Kurzhaar di otto anni che ha raggiunto la pace dei sensi (un cane da caccia in mezzo a tutto quel bendidio!) E pure i due gatti sembrano osservare i movimenti con sufficiente indifferenza.
In questi giorni gli ospiti più accuditi (e dai quali sarà più difficile separarsi quando giungerà il momento per reimmetterli nel loro ambiente) è una nidiata di cinque leprotti: «sono arrivati che erano di pochi centimetri, abbiamo dato loro il latte ogni 3 ore e tutti stanno crescendo bene, ora comincerà lo svezzamento» spiega Maurizio, ma si intuisce che quelle creaturine che sembrano uscite da “Bambi” gli hanno rubato il cuore.
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