Lite sul concerto di Tozzi Il Pdl: soldi buttati via

UDINE. «Spendere 24 mila euro per avere Umberto Tozzi a Friuli Doc è troppo. Anche perché la kermesse enogastronomica non ha certamente bisogno di molta pubblicità per richiamare il suo pubblico». A pochi giorni dal taglio del nastro di giovedì, su Friuli Doc si abbatte adesso una nuova polemica. A sollevarla è il capogruppo del Pdl, Loris Michelini, chiedendo conto al Comune delle spese sostenute per promuovere una manifestazione che quest’anno, a suo avviso, è stata costretta a rinunciare a molte vie cittadine e ad altrettanti espositori.
Un attacco inaccettabile secondo l’assessore alle Attività produttive, Vincenzo Martines, alle prese da mesi con il tira e molla dei fondi un giorno assicurati, l’altro ridotti dalla Regione. «Se la Regione continua, come ha fatto negli ultimi due anni, a ridurre i fondi a Friuli Doc, la manifestazione rischia il collasso».
Che i fondi siano stati ridotti è fuori dubbio e il Pdl lo sa bene. Ecco perché Michelini fa leva proprio su questo punto quando dice: «Considerato che l’assessore Martines ha denunciato più volte che la Regione destina a Friuli Doc poche risorse finanziarie e che per l’edizione 2011 i fondi a disposizione sono pochi, come giustifica la spesa di 24 mila euro per il concerto finale organizzato per promuovere una manifestazione che, proprio perché valorizza i prodotti tipici friulani, non ha bisogno di molta pubblicità essendo in calendario da tantissimi anni?». E ancora: «Come spiega ai friulani questa spesa quando solo qualche mese fa metteva in dubbio, proprio a seguito della riduzione dei fondi, l’organizzazione della manifestazione?». Secondo Michelini, insomma, il Comune anzichè ingaggiare un cantante, avrebbe potuto investire 24 mila euro per «allargare la presenza dei produttori friulani messi in difficoltà dalla crisi economica».
Immediata la risposta di Martines: «Noi continuiamo a credere nella kermesse che porta in città come minimo 800 mila persone, altri no». Il vicesindaco non lo dice, ma sembra di capire che questi attacchi a Friuli Doc siano frutto di qualche mal di pancia tutto interno al centro-destra, tra Pdl e Lega. Martines però va oltre e ricorda che, nonostante i tagli subiti (anche se quest’anno grazie alla collaborazione della Provincia, della Camera di commercio e dell’Ersa, il Comune è riuscito a garantire lo stesso budget del 2010) «siamo riusciti a fare un po’ di pubblicità. Chi ha esperienza in questo settore - aggiunge il vicesindaco - sa che ogni anno bisogna curare seriamente la promozione della manifestazione». Questa non vuole essere una lamentela, bensì una constatazione perché «senza promozione, in futuro, Friuli Doc non si potrà più fare».
Quello di Martines, quindi, è un grido di allarme per una iniziativa che, nonostante le difficoltà nel far quadrare il bilancio, anche stavolta «porta una boccata di ossigeno all’economia, al territorio e soprattutto agli esercenti udinesi. La facciamo - insiste - con i soldi che abbiamo, ma se in futuro il budget sarà ulteriormente ridotto il senso dell’iniziativa dovrà cambiare».
Martines salva così non solo il programma, ma anche il concerto finale perché, puntualizza, «è atteso dai visitatori e il cachet di Tozzi non è tra i più cari tenendo conto che il testimonial Fabio Capello, che aprirà giovedì kermesse, ha rinunciato al compenso».
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