L'invasione delle slot in Fvg: in un anno bruciati 1.000 milioni di euro

Sono le cinque di pomeriggio. Toni ha appena finito il turno in fabbrica, otto ore massacranti al tornio. Con ancora indosso la salopette da lavoro si ferma in una sala slot: sullo schermo scorrono verticalmente figure egizie, per vincere bisogna infilarne cinque uguali. Toni infila una banconota da 50 euro, che la macchinetta inghiotte senza fare complimenti. Il dito pigia sul tasto Start a intervalli regolari, con l’indicatore del credito che altrettanto regolarmente tende a zero, con pochi sussulti contrari. Alla fine Toni sfilerà dal portafoglio una seconda banconota da 50, lasciandosi tentare dalla sequenza di figure che continuano a brillare sul video.
Il Fvg è la nona regione italiana per spesa in slot machine pro capite: nel 2016 in regione abbiamo speso in media 843,60, collocandoci appena dietro il Lazio e sopra, ad esempio, il Piemonte. È quanto emerge dalla ricerca del Gruppo Gedi e del Visual Lab in collaborazione con Dataninja. Incrociando i dati di popolazione (Istat), reddito (Mef) e raccolta gioco (Aams) è stato creato un database interrogabile in grado di mostrare dove e quanto si gioca in oltre 7 mila comuni italiani.
I dati
Sbagliato parlare di emergenza-azzardo nei nostri territori. I friulani spendono un po’ più della media quando si trovano davanti ai videoterminali, ma la cifra complessiva “buttata” nelle fessure delle macchinette (oltre un miliardo di euro nel 2016) vale al Fvg appena il quindicesimo posto nella graduatoria nazionale. In tutto sono 8.902 gli apparecchi installati in regione tra Awp (Amusement with Prizes, complessivamente 7.894) e Vlt (Video Lottery Terminal, sono 1.008).
I casinò e le vincite eclatanti sono lontane pochi chilometri, eppure l’approccio alla base delle videolottery è completamente differente. Le vincite, nei terminali di ultima generazione (controllati da Sisal dopo la regolamentazione rigida approntata dai Monopoli) non possono superare i cento euro, con una redistribuzione dell’85 per cento delle somme introdotte e il jackpot calcolato su base nazionale che può arrivare a mezzo milione.
La storia di Dario: "Ho perso un miliardo in trent'anni di gioco"
Un giuramento fallito e l’assenza di punti di riferimento hanno portato Dario a ricorrere sempre più spesso al bacio di un’altra dea, quella bendata. «Ridotto all’osso della mia vita, pronto a farla finita, fu proprio mia madre a contattare De Luca - ricorda l’ex giocatore -, e quella sera, arrivando al bar dissi ai miei amici: “noi non ci rivedremo più”». E così è stato. Dario ha smesso di giocare alle slot, forzando se stesso e indirizzando le sue tentazioni verso altre attività. Il suo percorso costellato di piccole sconfitte e di altrettante vittorie, una vecchia storia d’amore finita e una nuova che continua, l’ha portato anche a ricoprire la carica di vicepresidente di Agita, l’associazione degli ex giocatori d’azzardo.
Il modello Campoformido
Norme più stringenti dalla Regione Fvg
Gratta e vinci, slot machines, bingo e videopoker: nel 2017 è cresciuto il giro d’affari in Friuli. Per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, il Consiglio regionale ha inasprito le regole per gli esercizi commerciali che favoriscono il fenomeno. E se da un lato c’è una maggiore pressione fiscale sui bar che hanno slot dall’altro la Regione mette in campo agevolazioni per i locali che fanno a meno delle macchinette. La normativa, però, non basta. Come si legge sul sito dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze, il legislatore ha voluto puntare molto all’educazione delle giovani generazioni, favorendo lo sviluppo di buone pratiche relazionali (uno dei “punti deboli” dei giocatori d’azzardo è proprio la scarsa affettività) e la creazione di programmi scolastici specifici. Il gioco e la voglia di superarsi, infatti, «non è di per sè negativa.
L’imbroglio nasce quando l’idea di farcela cancella la consapevolezza della conseguenza, ovvero che perdere è inevitabile», spiega Silvana Cremaschi, neuropsichiatra e consigliere regionale Pd. Uno degli emendamento alla legge prevede anche un concorso di idee rivolto alle scuole superiori del Fvg, volto alla creazione di un marchio da rilasciare agli esercizi pubblici, commerciali, ai circoli privati e ad altri luoghi di intrattenimento “Slot-Free-Fvg”.
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