L’impresa del radioamatore Gaetano la notte del 6 maggio

MAJANO. È di Majano uno dei radiomatori che, dopo la scossa del 6 maggio del 1976, rese possibili le comunicazioni tra le locali forze dell’ordine e i soccorsi permettendo a questi ultimi di arrivare...

MAJANO. È di Majano uno dei radiomatori che, dopo la scossa del 6 maggio del 1976, rese possibili le comunicazioni tra le locali forze dell’ordine e i soccorsi permettendo a questi ultimi di arrivare in modo tempestivo. Il suo nome è Gaetano Schiratti: a soli 22 anni riuscì, nella notte più drammatica del Friuli, grazie alla sua radio, a rompere quel silenzio che la mancanza di corrente aveva creato nelle comunicazioni. La sua figura è stata ricordata nell’ambito delle celebrazioni del 40° del terremoto in occasione della consegna della cittadinanza onoraria del Comune di Majano ai radioamatori del Friuli Vg. E le scosse che continuano a distruggere il centro Italia, oltre a riportare alla mente ricordi drammatici, hanno riacceso i riflettori sull’opera eroica di chi come Gaetano la notte dell’Orcolat permise alla macchina dei soccorsi di attuare interventi rapidi e precisi. La notte del 6 maggio 1976 Schiratti – che come radioamatore è IV3SQJ – assieme alla moglie, dal condominio di via Roma dove abitava al terzo piano, si stava recando a cena da amici nella palazzina di via Udine che poi, a causa della scossa, sarebbe crollata. Terminati quei lunghissimi 57 secondi, Gaetano e la moglie corsero a prendere l’auto, una 127 blu sul cui tettuccio il radioamatore aveva installato un’antenna e una stazione mobile in grado di funzionare autonomamente anche in assenza di corrente.

«Ci recammo subito alla locale stazione carabinieri – è il ricordo di Schiratti – incrociando il maresciallo gli dissi della possibilità di collegamento che disponevo». Schiratti ricorda l’incredulità del militare vista la situazione: impossibile ogni tipo di comunicazione “tradizionale” e la difficoltà di spostamento a causa degli importanti crolli. «Rimasi insieme all’appuntato Domenico Affaticato – prosegue – e grazie al ponte radio di Piancavallo riuscii a mettermi in contatto con un altro radioamatore, anche lui in spostamento che mise in contatto l’appuntato che era con me con un comandante dell’arma». Grazie a questo contatto furono richiesti subito ambulanze, militari, ruspe e aiuti visto che nella cittadina la situazione era drammatica a causa del crollo di ben 2 condomini.

«Il campo di azione del nostro ripetitore – ha spiegato Schiratti – è molto ampio: ciò ha consentito l’ascolto di molti radioamatori che sono intervenuti da diverse località dando così l’entità del disastro e permettendo di concentrare i soccorsi laddove serviva». I ricordi di quella notte del signor Schiratti proseguono: egli si mise completamente a servizio della comunità assentandosi dal proprio posto solo verso la mezzanotte per andare a vedere se genitori e suoceri, rispettivamente a San Tomaso e San Daniele, stavano bene. Pochi minuti per poi tornare dai carabinieri di Majano. «Come tutti sanno – ha infine ricordato Schiratti – la cosa più importante in questi frangenti è la tempistica di intervento e credo che i radioamatori abbiano avuto un ruolo determinante nell’accorciarla».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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