L’imbarazzo del Pd per l'sms dell'assessore a Soldati: «È un fatto privato»

La maggioranza compatta difende il vicesindaco. Leoncini e Scalettaris: «Se letto bene non dice nulla»
Udine 24 maggio 2013.Primo Consiglio Comunale..© Foto Petrussi Foto Press / Ferraro Simone
Udine 24 maggio 2013.Primo Consiglio Comunale..© Foto Petrussi Foto Press / Ferraro Simone

UDINE. Carlo Giacomello non si tocca. Per il Pd cittadino dietro quell’sms al presidente dell’Udinese non c’è «nessuno scivolone, nessuna dietrologia, nessun gioco». Enrico Leoncini, segretario cittadino e Pierenrico Scalettaris capogruppo in Comune, difendono il vicesindaco.

«L’sms che tanto polverone ha alzato – spiega il segretario – è una comunicazione puramente privata e in quanto tale dev’essere considerata e letta». È piuttosto facile, a detta dei democratici, prendere poche parole, come quelle di uno short message, e dar loro una forma che non è quella reale. «Se ogni cosa fosse ricondotta ai suoi effettivi termini, come evidentemente non è stato fatto in questo caso – conclude Scalettaris – il problema non ci sarebbe».

Il messaggio che il vicesindaco ha inviato al presidente Franco Soldati è stata quindi una comunicazione fra privati cittadini. Nulla di più. In quanto ai contenuti, i vertici del Pd udinese hanno voluto precisare che «se letto bene, il messaggio non dice nulla». «Si parla di solidarietà, quella che il vicesindaco, in quanto persona e imprenditore, rivolge a un’altra persona con la quale ha dei rapporti di lavoro pressoché quotidiani. In questo – conclude Leoncini – non c’è nulla di male. La solidarietà è un sentimento umano. Solo persone senza cuore non lo conoscono».

Giacomello, spesso al centro degli attacchi, ingiustificati, della minoranza, «è persona onesta, che mette il cuore in tutto ciò che fa, colpirlo risulta quindi facile». La maggioranza a palazzo D’Aronco, non senza un po’ di imbarazzo, si stringe quindi attorno al vicesindaco, convinta che l’ennesimo pretesto di attacco della minoranza finirà in una bolla di sapone». E di «non notizia» parla la segretaria di Innovare, Raffaella Cavallo. «Quell’sms non ha nulla a che fare con gli interessi dei cittadini; non mette indubbio l’integrità morale e l’impegno di Giacomello». «Questa è la politica del centrodestra – rincara la dose, Franco Della Rossa –. Come evidenziato dal Messaggero Veneto, nel fondo di Paolo Mosanghini di ieri, si fa popolismo e demagogia, anche per questo non ho capito il voto di Sandra (Sel). Esprimere a voce o con un sms l’augurio che tutto possa chiudersi nel modo migliore è un conto, altro è farlo politicamente con un’indagine in corso. Il consiglio non si doveva esprimere».

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