L’imam: «Violenza da condannare ma bisogna fermare la guerra»

Già in occasione della strage nella redazione di “Charlie Hebdo”, lo scorso gennaio, aveva espresso una condanna senza appello
FOTO MISSINATO - CENTRO ISLAMICO
FOTO MISSINATO - CENTRO ISLAMICO

PORDENONE. Già in occasione della strage nella redazione di “Charlie Hebdo”, lo scorso gennaio, aveva espresso una condanna senza appello. Ieri l’imam del centro islamico di Pordenone, Ahmed Erraji, ha voluto nuovamente affermare tutto il proprio sdegno e il totale rifiuto per la “violenza in nome di Allah” a fronte della serie di attentati che venerdì sera ha insanguinato Parigi.

Nelle parole della massima autorità spirituale islamica della Destra Tagliamento c’è anche, però, un invito a fermare la guerra che coinvolge le forze militari dei paesi occidentali (Francia compresa) in Medio Oriente dove negli ultimi mesi si è intensificata la lotta al Califfato, in particolare nell’area tra Siria e Iraq.

Operazioni nelle quali sono stati impiegati nei mesi scorsi anche sei aerei F16 provenienti dalla base americana di Aviano, i cui raid partivano dall’aeroporto militare turco di Incirlik.

«É difficile capire cosa si può fare per evitare che accadano attentati come quelli di Parigi – ha premesso Ahmed Erraji –. Bisogna chiedersi perché questi terroristi, che non rappresentano il vero volto dell’Islam, fanno cose del genere e per rispondere mi sembra sia opportuno guardare anche a quello che sta succedendo fuori dall’Europa».

«Credo allora che la prima cosa da fare sarebbe interrompere la guerra nelle zone tra Siria e Iraq – ha osservato l’imam pordenonese –. I terroristi vogliono portare la guerra qua in Europa e per contribuire ad evitare che questo accada occorre fermare la guerra che si svolge là, fuori dall’Europa».

Nel centro islamico di Pordenone i fedeli rivolgeranno il proprio pensiero alle vittime degli attentati durante i momenti di preghiera.

«L’Islam non ha nulla a che fare con l’Isis e con la violenza. Quello che è successo a Parigi è inaccettabile e ha lasciato il segno dentro di noi. In questi giorni pregheremo per le vittime – ha sottolineato Ahmed Erraji –. Intendiamo condannare fermamente e senza esitazione queste gravissime forme di violenza. Tutti gli uomini sono stati creati da Dio. Tutti, indistintamente e a prescindere dal credo religioso. A chi si professa un vero credente deve essere cara la vita di ogni uomo».

«Ci indigna il fatto che ci sia chi compie atti del genere, affermando di uccidere in nome di Allah – ha aggiunto l’imam –. Tantomeno accettiamo che ci siano uomini che proclamandosi islamici vogliono convertire gli altri con la forza. Allah non ha mai chiesto questo. La nostra religione afferma che tutti gli esseri umani sono liberi di credere o meno».

Per la giornata di venerdì l’imam Ahmed Erraji ha annunciato un incontro nel centro islamico pordenonese al quel parteciperanno anche altre autorità spirituali musulmane italiane.

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