L’idea di Grado e Lignano: immunizzare gli operatori per salvare la stagione

LIGNANO. Un accesso preferenziale al vaccino per quanti sono impegnati d’estate nelle località balneari friulane. È questo l’appello che gli amministratori della città di Lignano Sabbiadoro rivolgono alla Regione Friuli Venezia Giulia «per salvare la stagione estiva», afferma l’assessore al Turismo Massimo Brini.
In una località che d’estate conta circa 14 mila persone impegnate a vario titolo nel comparto del turismo, come negli alberghi, stabilimenti, bar e ristoranti, «solo così potremmo assicurare una vacanza realmente sicura per tutti gli ospiti – spiega Brini –. In più, vantare tutto il personale vaccinato sarebbe anche un ottimo biglietto da visita per la città a livello promozionale».
E sulla scorta della richiesta avanzata dal Comune di Lignano alla Regione, per il tramite del capogruppo di Progetto Fvg per una regione speciale/Ar, Mauro Di Bert, si aggregano anche i vertici dell’amministrazione comunale dell’Isola d’Oro, che nel periodo estivo richiama «tra le 4 e le 6 mila persone impegnate nel settore turistico», specifica il vicesindaco di Grado, Matteo Polo.
«Il 2020 era l’anno del tracciamento, del maggiore distanziamento tra gli ombrelloni e dei paletti posizionati nelle spiagge libere. Questa, invece, anche per le località marittime – in vista della stagione balneare ormai alle porte – è l’annata del vaccino – chiosa il sindaco di Grado, Dario Raugna –. La salute e la sicurezza sono al primo posto e poi, con l’eventuale vaccinazione degli operatori del turismo, la ricaduta promozionale sarebbe consequenziale.
Per salvare la stagione e garantire la tenuta dell’economia regionale, nella quale il turismo gioca un ruolo fondamentale, vaccinare tutti gli addetti del settore può essere uno spunto importante». A Grado, infatti, a sollevare – nel consiglio comunale dei scorsi giorni – l’idea di proporre la priorità di vaccinazione per gli stagionali è stato il consigliere Maurizio Delbello.
«Tutto dipenderà dalle disponibilità del vaccino – prosegue Raugna –. In questo momento siamo “alla finestra”, la scorsa stagione l’abbiamo salvata ma quest’anno non è replicabile perché i presupposti non sono gli stessi: tutto dipenderà dalla capacità di vaccinare le persone».
Contattato dall’assessore lignanese Brini, Di Bert sostiene la proposta lignanese. «Comprendo la complessità della situazione, ma mi pare un’ottima idea, anche se va concordata con l’assessorato – afferma il capogruppo di Progetto Fvg per una regione speciale/Ar –. Il vaccino è di fondamentale importanza per non compromettere il comparto, bisogna cercare di venire incontro al settore che è in crisi – prosegue –: in questo caso si pensa nello specifico al mare ma poi, compatibilmente con le disponibilità, si può estendere l’iniziativa anche alla montagna».
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