Libro postumo, la rivincita di Daniel

PRATA. Più forte della morte: l’esempio e la generosità di Daniel Coral rivivono grazie alla pubblicazione del suo secondo libro. Ad oltre un anno e mezzo dalla scomparsa, viene infatti pubblicato in questi giorni “Io ho vinto”, seguito del libro “Io vincerò” di Daniel Coral.
Il 10 ottobre scorso avrebbe compiuto 27 anni: tanti gli auguri che hanno riempito la sua pagina facebook che si intitola come il suo primo libro “Io vincerò” e che ha curato personalmente sino all’ultimo rispondendo a tutti coloro che gli scrivevano.
Daniel non c’è più, ma il suo ricordo è ancora vivo in tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Daniel Coral è scomparso il 26 maggio 2015 a 25 anni, a causa del linfoma di Hodgkin con cui combatteva da quasi 8 anni. Frequentava ancora la scuola superiore, l’istituto agrario di Piavon di Oderzo, quando nel 2007, giunsero le prime avvisaglie del male.
A seguito di un banale infortunio, una botta al collo che non voleva riassorbirsi, aveva iniziato a fare numerose visite, sino alla diagnosi arrivata nel gennaio 2008: linfoma di Hodgkin.
Da lì era iniziato un calvario di infezioni, meningiti, terapie e interventi chirurgici, una lotta difficile e disperata per la sopravvivenza, sino all’ultima crisi, con un’infezione che il suo corpo ormai stanco e provato non era più riuscito a sconfiggere.
Durante la sua battaglia, Daniel aveva scritto un libro dal titolo “Io vincerò” in cui aveva raccontato la sua storia dal momento della scoperta della malattia alla battaglia portata avanti sino al 2012.
Anche dopo Daniel aveva continuato a scrivere i suoi pensieri, pensando alla pubblicazione del secondo libro in cui raccontava la sua vita dal 2012 al 2015.
«Abbiamo raccolto tutti gli appunti scritti da Daniel – dice il fratello Manuel che all’indomani del funerale aveva promesso insieme alla sua famiglia che avrebbe portato avanti il sogno del secondo libro di Daniel –. Ad essi abbiamo aggiunto le testimoniante di diversi medici, infermiere ed associazioni di volontariato che hanno conosciuto Daniel. Non è stato un lavoro facile ed è durato un anno e mezzo».
E così è nato “Io ho vinto”. «Ci è sembrato il titolo giusto per questo libro – conferma Manuel –. Non è stato facile raccogliere tutti i suoi appunti, metterli in ordine senza di lui. Negli anni Daniel ha sofferto molto, pur senza mai perdere il suo sorriso e soprattutto la speranza nella guarigione. Daniel sperava di sconfiggere il tumore. Tutti avremmo voluto un finale diverso. Sapevamo che la malattia diventava ogni giorno più forte e che le cure non facevano più effetto, ma lui non si era mai piegato e continuava sempre a vedere il lato positivo delle cose».
Sottolinea Manuel: «Per questo Daniel ha vinto. Ha vinto con il suo esempio, la sua forza e la sua determinazione, dimostrando quanto si possa amare la vita. C’è chi vive una vita intera senza lasciare nulla del proprio passaggio. Non è stato così per Daniel che in soli 25 anni ci ha lasciato un segno indelebile del suo passaggio».
Nonostante la malattia, Daniel aveva cercato il più possibile di vivere. Aveva rifiutato la pensione di invalidità e andava a lavorare. Per due anni era stato il custode dei cimiteri di Prata e Ghirano. Nel tempo libero era stato consigliere del direttivo della pro loco San Simone.
Via via la malattia lo aveva limitato sempre di più: gli aveva portato via l’uso delle gambe dandogli in cambio dolori lancinanti. Eppure chi lo andava a trovare raccontava come uscisse dalla stanza più sereno e più forte.
«Il cancro è come un fulmine a ciel sereno: colpisce chi vuole, quando vuole. L’importante è sconfiggerlo, facendogli capire chi comanda – scriveva Daniel nel suo primo libro “Io vincerò” –. È lui l’intruso, non siamo stati certo noi a chiamarlo. Quando arriva, però, non è così facile e nell’arco di un istante la nostra vita cambia completamente. Cambia la nostra persona: da sani quali eravamo, d’improvviso ci viene diagnosticato un male che muta la nostra condizione in malati».
Daniel non si è mai arreso alla disperazione e al tumore, ma è sempre stato attaccato alla vita e alle persone: il suo esempio è quello di un vero vincente nella vita, seppur breve, che ha avuto.
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