L’europarlamentare Zullo salvo grazie alle chiavi di casa

PORDENONE. Le chiavi di casa dimenticate a Pordenone fanno la fortuna dell’europarlamentare grillino Marco Zullo, “costretto” ad alloggiare in un albergo lontano dai luoghi degli attentati.
«Ogni mattina passo vicino alla metropolitana di Maelbeek. Questa settimana, però, ho dimenticato le chiavi di casa in Friuli e quindi devo soggiornare in un albergo altrove, percorrendo un itinerario diverso per recarmi in ufficio».
L’europarlamentare era arrivato in ufficio «sapendo delle esplosioni in aeroporto, ma non alle metro» ed è rimasto tutto il giorno «chiuso in parlamento, nonostante siano stati sospesi i lavori delle commissioni. Ciò che è avvenuto dimostra che può capitare a ognuno di noi e, dal punto di vista politico, che la violenza non è la strada per la pace».
Lancia l’allarme l’imam di Pordenone: può capitare di tutto, anche qui, nel Friuli occidentale. Intervistato da Telepordenone ha spiegato che «ho la sensazione che tali fatti possano avvenire anche qui. Occorre – ha concluso Ahmed Erraji – dormire con un occhio sempre aperto».
Sono molti i pordenonesi trapiantati a Bruxelles, sia per studio sia per lavoro. Lo stesso primo cittadino ha lavorato nella capitale dell’Ue.
E ieri Claudio Pedrotti ha aperto la seduta del consiglio comunale ricordando le vittime degli attentati: «Avendo lavorato e vissuto diversi anni in quella città ho sentito amici ed ex colleghi che vivono lá e che sono bloccati negli uffici. Bruxelles è il cuore di quella Europa che abbiamo costruito, è un simbolo che ci deve far pensare».
Quando le bombe esplodevano in aeroporto, lui atterrava a Treviso, decollato proprio da Bruxelles. «Per un pelo… ero appena passato», ricorda incredulo il colonnello Maurizio Enrico Parri, già comandante del 132° reggimento carri di Cordenons. Era proprio lì, due ore prima, in fila al check in per prendere l’aereo per ritornare a Pordenone, dove abita.
«C’era molta gente nello scalo per essere mattina presto. Moltissimi giovani e questo mi ha colpito. Infatti ho pensato alle studentesse del bus spagnolo vedendone così tante davanti al tabellone degli orari. Per il resto era come sempre, con presenza di soldati in assetto. Ma questo è normale dal 13 novembre».
Nella capitale belga Parri lavora alla Nato: «La vigilanza a Zaventem è sempre molto efficace. Decine di soldati e poliziotti che osservano tutto con discrezione e intervengono prontamente. Personalmente posso testimoniare che la vigilanza è efficace. Questa azione è di difficile contrasto in mezzo a migliaia di persone, di tutte le nazionalità del mondo, con migliaia di bagagli. Purtroppo, per quanto si possa fare, l’iniziativa è nelle mani di questi banditi. Chi sostiene il contrario ci prende in giro. A meno che non si applichino le norme e le procedure in atto in Israele».
L’aeroporto di Zaventem è stato «sconsigliato», ieri, ai manager Electrolux, multinazionale che da diversi anni ha concentrato gli uffici a Stoccolma, città che raggiungono via Francoforte. Si è trattato di un “warning” a scopo precauzionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








