L'esploratore Danilo Callegari, ritorno con i saluti: «Addio Friuli, qui non mi capiscono»

Il 35enne di Fiume Veneto che ha portato a termine “Antarctica extreme” risiederà in Val di Fiemme 

PORDENONE. Rientrato in Italia da pochi giorni dalla missione Antarctica Extreme, è tempo di racconti dal vivo per l’esploratore pordenonese Danilo Callegari, 35 anni. E comincia da RaiUno.

L’altra sera era tra gli ospiti di “Che fuori tempo che fa” di Fabio Fazio in compagnia – oltre ai “fissi” Max Pezzali e Raul Cremona – con Franco Oppini, Jerry Calà, Ninì Salerno, Umberto Smaila, Piero Pelù e Martina Colombari.

Nel salotto di RaiUno ha raccontato dei momenti più belli, entusiasmanti, adrenalinici, ma anche drammatici vissuti durante la sua esperienza antartica che lo ha visto raggiungere la vetta del Monte Vinson e paracadutarsi nei gelidi cieli del continente bianco. Dopo tre mesi tra neve e ghiaccio, dunque, un aereo l’ha riportato in Sudamerica e quindi in Europa.

Danilo Callegari è rientrato in Italia la scorsa settimana dopo avere concluso, il 7 gennaio, l’avventura con un magnifico lancio in paracadute: «Prima di venire qui in Antartide, avevo letto che nel suo cuore ghiacciato e tra le montagne non c’era alcun tipo di forma di vita tanto meno “esseri volanti”.

Ma oggi, amici miei, vi posso felicemente dire che un uomo ha volato tra le impervie montagne di questo estremo e freddo Continente Bianco», ha scritto nel diario. È peraltro il primo italiano nella storia a lanciarsi da un aereo volando in caduta libera nel freddo cielo d’Antartide.

All’inizio di gennaio Danilo Callegari aveva raggiunto la vetta più alta d’Antartide conquistando così la quarta delle sue 7 Summits. Partito da Punta Arenas il 31 ottobre, dopo un anno e mezzo di preparazione, Danilo aveva iniziato la sua avventura il 3 novembre da Hercules Inlet, imponente lingua di ghiaccio tra oceano e continente.

Dalla baia di Weddel intendeva diventare il primo uomo al mondo a completare una trilogia di questo tipo in Antartide: il Polo Sud geografico in solitaria, un lancio in paracadute, la montagna più alta.

Dunque la trasmissione. Presentato da Fabio Fazio come «avventuriero, così hai scritto sulla carta d’identità», poi una battuta con Jerry Calà e i complimenti a Max Pezzali, la cui musica ascolta con assiduità. La testimonanza dell’esploratore, accompagnata da un avvincente filmato relativo alle sue imprese: «Il bello della vita è che se puoi viverla al massimo devi cercare di perseguire i tuoi sogni. Quando rischi, ti avvicini alla morte e allora apprezzi la vita».

Lo vedremo ancora, in tv, l’esploratore di Fiume Veneto che ora vive in Via di Fiemme. In vista, infatti, altre partecipazioni a programmi Rai, Mediaset, Sky, Discovery. Già l’altra sera si sono aperte ulteriori opportunità. Se son rose fioriranno.

Intanto guarda avanti. «Qualche idea c’è, ma non la dico altrimenti mi passa».

Resta un rammarico, quello di non essere profeta in patria. «Sì, vivo in Val di Fiemme dove hanno capito e apprezzato il mio progetto. Alcuni anni fa l’ho presentato alla “mia” regione, il Friuli Venezia Giulia. Non c’è stato alcun interesse. Sono felice di dove mi trovo, ma mi dispiace che queste potenzialità non vengano valorizzate. E non lo dico solo perché sono io, bensì perché è capitato anche ad altri. Non sono il primo che se ne va». —


 

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