Lego falsi, parla l'artista del mattoncino: "Non sono la stessa cosa"

UDINE. «Penso l’indagine sui Lego falsi sia sacrosanta: nel mondo del mattoncino abbiamo continuamente a che fare con cloni provenienti per la maggior parte dalla Cina e che hanno creato un vero e proprio mercato parallelo». A prendere posizione sul caso che ha portato ai primi sequestri nel Nord Italia di confezioni non originali dei famosi giochi a marchio danese è Luca Di Lazzaro, cultore udinese di Lego tra i più apprezzati in regione. Sua è l’ormai famosa ricostruzione di piazza San Giacomo, esposta più volte in città e per la quale sono stati impiegati oltre cento mila pezzi.
«La fortuna di questo mercato – spiega– sta nell’aspetto economico. Tra gli estimatori del Lego sì è discusso molto anche sulla tipologia dei materiali utilizzati e soprattutto sulla tossicità degli stessi, ma ad oggi non esista alcuna prova certa a sostegno dell’una o dell’alta teoria».
Il vero problema è quindi nella qualità del materiale originale rispetto a quello contraffatto, senza dimenticare la questione ideologica: «È vero che al livello di precisione della copiatura ci stiamo avvicinando molto, però di fatto si tratta di copie vere e proprie che sfruttano non solo il marchio, quindi le idee dei designers Lego, ma addirittura le stesse creazioni degli appassionati».
Di Lazzaro, che di mestiere fa il carabiniere e che è un vero “artista del lego” aggiunge: «Esiste sul mercato una marca cinese che ha iniziato una feroce battaglia di riproduzione delle scatole originali, arrivando persino ad appropriarsi delle idee di chi come me ha questa passione». Alla fine a uscirne danneggiata non è allora solo “mamma Lego”, ma anche chi costruisce e si innamora fin da piccolo di questa arte creativa, proprio come Luca.
«Siamo un po’tutti vittime di questa falsificazione, ma bisogna dar conto anche di un florido gruppo di consumatori che si ritiene soddisfatto per aver speso di meno. Personalmente – prosegue il 44enne – preferisco utilizzare solo materiali originali Lego, per una questione di cuore oltre che di qualità. Ho visto spesso e volentieri in vendita merce clonata, ma da “purista” del mattoncino non ne comprerò mai». E l’intenzione di Luca è di continuare su questa linea anche per i prossimi progetti e come già fatto per la dettagliata trasposizione della piazza udinese: «Non smetterò di costruire edifici, perché è ciò che mi riesce meglio e che mi diverte di più. A novembre porterò la mia piazza San Giacomo in esposizione a Monaco per una delle manifestazioni più importanti in Europa”.
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